Medicina: lotta all’osteoporosi con la vertebroplastica mini invasiva

Una donna su tre è a rischio osteoporosi, dopo i 50 anni. Per gli uomini, la statistica parla di pericolo per uno su otto, superati i 60 anni

La chirurgia mini invasiva per combattere l’osteoporosi. E’ la tecnica di vertebroplastica, o cementificazione delle vertebre, praticata con successo all’Ospedale Israelitico di Roma dove in dieci anni sono stati effettuati 800 interventi, circa 80 all’anno, a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Una donna su tre è a rischio osteoporosi, dopo i 50 anni, dopo la menopausa che provoca l`abbassamento dei livelli di estrogeni e quindi la perdita di calcio e fosforo nelle ossa. Per gli uomini, la statistica parla di pericolo per uno su otto, superati i 60 anni. L`osteoporosi si manifesta in maniera subdola, silenziosa.
Quando si formano le cavità porotiche le vertebre si possono fratturare provocando dolori acutissimi. Fino a dieci anni fa, queste fratture venivano trattate solo con l`immobilizzazione del paziente con un busto metallico, spesso l`allettamento, che può causare problemi trombotici, e la somministrazione di antidolorifici fortissimi, oppiacei, arrivando perfino alla morfina. Il recupero era lungo e molto difficile. Ora però, grazie alla chirurgia mini invasiva, le fratture vertebrali possono essere sanate.
Spiega il neurochirurgo Luca Serra, illustrando le modalità chirurgiche adottate dall`Israelitico: “Possiamo intervenire rapidamente con due modalità operatorie per ricostruire le vertebre fratturate: entrambe si praticano per via percutanea con anestesia locale, senza tagli o incisioni. Con un ago dedicato, controllato attraverso la radiografia operatoria, si inietta nel corpo vertebrale fratturato una resina acrilica, comunemente chiamata cemento, del tutto simile alle resine usate, per esempio, in ortopedia, attraverso il peduncolo vertebrale. La solidificazione della resina avviene dopo un quarto d`ora – sottolinea – e il recupero è velocissimo. Il paziente dopo qualche ora può tornare in piedi e ricominciare a camminare senza più dolore. L`altro tipo di intervento operatorio è la cifoplastica che, attraverso un catetere con un palloncino gonfiabile, punta a risollevare la vertebra fratturata ristabilendo la corretta postura nella colonna vertebrale”.
Entrambe le tecniche di chirurgia mini invasiva sono assolutamente sicure e si possono praticare in tutte le fratture vertebrali amieliche, cioè senza compressione nervosa o midollare. Dopo l`intervento, i dolori acutissimi spariscono del tutto e il paziente può tornare alla sua normale attività.
“Perfino a fare sport”, assicura il dottor Serra. Le controindicazioni sono limitate e comprendono disturbi della coagulazione, eventuali infezioni o allergie alla resina acrilica.