I ricercatori francesi hanno messo a punto la nuova tecnica per iniettare il medicinale senza la necessità di trapassare il derma con un ago: il metodo, testato sui topi, ha già dato ottimi risultati
Niente ago, ma un raggio laser per iniettare il vaccino. I ricercatori francesi dell’Istituto nazionale di sanità e ricerca medica (Inserm) hanno messo a punto la tecnica, dettaglia sul sito dell’Istiituto, utilizzando un apparecchio già usato sull’uomo dai chirurghi plastici e dai dermatologi e che genera micropori sull’epidermide. Questo metodo, che consente di far penetrare il prodotto attraverso gli strati della pelle, ha anche il vantaggio di non avere necessità di aggiungere adiuvanti. Oggi un vaccino, spiega Bernard Malissen, coautore del lavoro, “viene iniettato con un ago che attraversa il derma e libera la soluzione vaccinale nell’ipoderma o nel muscolo”. La puntura permette alla soluzione vaccinale di intercettare le cellule dendritiche, creando un corto circuito tra il derma e la sua ‘rete’ ricca di queste cellule che sono le sentinelle del sistema immunitario, “estremamente importanti per il suo funzionamento”. I ricercatori francesi mirano a ‘colpire’ direttamente le cellule dendritiche con il laser, per stimolare la risposta immunitaria. Il metodo è stato testato sui topi, utilizzando l’immunoterapia antitumorale (contro il melanoma) senza adiuvante, su animali malati o sani. La risposta immunitaria è stata rapida: nei topi malati si è arrestata la progressione della malattia, quelli sani non si sono ammalati. “Probabilmente – aggiunge Malissen – l’applicazione del laser provoca una leggera infiammazione locale che attira cellule immunitarie e potenzia la risposta al vaccino. Stiamo cercando di verificare questo fenomeno”. La tecnica, secondo gli scienziati, può essere utilizzata per tutti i tipi di vaccinazione e diversi laboratori sono già pronti a testarla sull’uomo.


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