Mers, esperto: l’Italia pronta se non si smantella la rete infettivologica

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L’Italia  ha “gia’ dimostrato di essere in grado di gestire una persona contagiata da Mers, e’ gia’ successo due anni fa in Toscana”

L’Italia e’ pronta ad affrontare un eventuale focolaio del virus Mers, purche’ non si smantelli la rete infettivologica presente nel nostro paese. Lo afferma Massimo Andreoni, presidente della Societa’ Italiana di Malattie Infettive (Simit) commentando l’affermazione dell’Oms secondo cui il focolaio in Corea e’ ‘una sveglia’ per gli altri paesi. “Noi abbiamo gia’ dimostrato di essere in grado di gestire una persona contagiata da Mers, e’ gia’ successo due anni fa in Toscana – spiega Andreoni -. Ha ragione l’Oms a dire che questi avvenimenti devono mantenere un sistema vigile in tutti gli Stati, ogni anno si stima che ci siano nel mondo un miliardo di viaggiatori, ed e’ inevitabile che portino con se’ anche i virus”. Il sistema italiano e’ efficiente, ribadisce Andreoni, ma e’ anche sotto attacco. “La Mers, cosi’ come la Sars, puo’ arrivare in qualsiasi citta’ – sottolinea -e quella citta’ deve essere pronta a mettere in atto tutti i sistemi di controllo e osservazione per il singolo caso. Ora lo possiamo fare, ma si e’ gia’ iniziato a smantellare questa rete. Per le infettivologie si fa quel calcolo di posti letto in funzione di cittadini residenti o abitanti che viene fatto per gli altri reparti, ma questo non regge per le malattie infettive, che devono rispondere a esigenze epidemiche. Le malattie infettive dovrebbero essere inquadrate all’interno di servizi indispensabili per l’ospedale, perche’ come l’infartuato puo’ arrivare in qualsiasi momento cosi’ puo’ arrivare l’infetto. Le Regioni stanno pensando piu’ a una gestione amministrativa”.