Mers, microbiologi: le autorità monitorino attentamente il virus

I casi documentati in numerosi altri Paesi sono tutti correlati a viaggi in Medio Oriente o contatto diretto con casi confermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato in quelle zone

Marcare stretto il virus Mers. Lo chiede alle autorità sanitarie l’Amcli, Associazione microbiologi clinici italiani, che lancia l’allerta: “Dopo Ebola un nuovo virus è passato dagli animali all’uomo” e va “tenuto attentamente sotto controllo”. Anche se “al momento il rischio per l’Italia resta molto basso – afferma infatti il presidente dell’Associazione, Pierangelo Clerici – non si possono escludere casi singoli di importazione dai Paesi colpiti”. La nuova variante del Mers-CoV, un virus appartenente alla grande famiglia dei coronavirus che comprende fra gli altri i germi del comune raffreddore, “è apparsa per la prima volta nel giugno 2012 in Arabia Saudita – spiega l’Amcli – si è diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severa forma di polmonite. Da allora sono stati notificati ben 1.153 casi di infezione, di cui almeno 435 mortali. I casi documentati in numerosi altri Paesi sono tutti correlati a viaggi in Medio Oriente o contatto diretto con casi confermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato in quelle zone. La sequenza genomica indica che Mers-CoV è strettamente legato ad alcuni coronavirus dei pipistrelli. Il virus è stato anche trovato in camelidi, e in effetti alcuni pazienti hanno riportato contatti con questi animali”.

LaPresse/Reuters
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“Sembra chiara quindi l’origine zoonotica, come peraltro dimostrato anche per il virus della Sars, appartenente anch’esso ai coronavirus” e responsabile dell’epidemia che è scoppiata nel 2003, causando “più di 900 decessi confermati”, ricorda l’Associazione. “Una volta che il virus dall’animale è passato all’uomo e ha fatto il cosiddetto salto di specie – evidenzia Tiziana Lazzarotto, della Microbiologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna – la trasmissione a livello interumano avviene per contatto diretto con le secrezioni respiratorie o mediante aerosol delle goccioline di saliva emesse in seguito a tosse o starnuti. I pazienti infetti, inoltre, eliminano il virus con le feci e le urine, e in circostanze particolari la trasmissione può avvenire anche attraverso aerosol che si genera da materiale fecale, come è stato dimostrato nel corso della passata epidemia di Sars”. “Il 20 maggio scorso – ricostruisce l’Amcli – è stato notificato dall’Organizzazione mondiale della sanità il caso indice (di importazione dal Medio Oriente) di un focolaio attualmente in rapida evoluzione in Corea del Sud dove, a oggi, sono stati confermati 96 casi con 8 decessi, dovuti a trasmissione nosocomiale. Al momento l’Oms non ha riscontrato evidenza di una trasmissione sostenuta del virus nella popolazione generale, ma l’allarme è alto: 2.300 persone sono attualmente in quarantena e 1.900 scuole sono state chiuse”. “Il genoma del virus che si sta diffondendo in Corea del Sud è stato sequenziato molto rapidamente – evidenziano ancora i microbiologi – e si è dimostrato uguale a quello che circola nei Paesi del Medio Oriente. Il 26 maggio un caso epidemiologicamente collegato al cluster suddetto ha viaggiato dalla Corea del Sud alla Cina, aprendo di fatto un nuovo, difficile fronte”. Secondo Pierangelo Clerici, presidente Amcli, “la diagnosi di infezione da Mers-CoV non è difficile e si fa mediante tecniche di Pcr. Molte strutture di Microbiologia clinica sono già in grado di condurre questo tipo di diagnosi, ma i materiali patologici provenienti da pazienti con sospetta Mers devono essere trattati in locali con adeguato livello di sicurezza (Laboratori P3)”.