Il virus Mers dalla Corea del Sud tiene in apprensione il mondo intero
Il virus della Mers, “una sindrome respiratoria di cui si sono registrati alcuni casi e decessi nella Corea del Sud, ha una diffusione rapidissima. Bisogna tenere alta l’attenzione”. Ad affermarlo è Massimo Andreoni, presidente della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e primario di malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma, dopo la ricomparsa di questa ‘nuova Sars’. “Questa malattia circola già da 2-3 anni – spiega – e non solo in Medio Oriente: un caso è stato registrato anche in Toscana. Provoca una polmonite estremamente grave: la mortalità arriva sino al 36%. Da non sottovalutare, ricorda l’esperto, “la capacità di diffusione molto importante. Dopo l’Ebola, questo è un nuovo campanello d’allarme: ogni giorno le malattie infettive si risvegliano e destano in noi ulteriori preoccupazioni per la loro capacità di diffondersi in qualsiasi parte del mondo. Bisogna dunque tenere alta l’attenzione: anche altre malattie, altrettanto gravi, possono arrivare nelle nostre latitudini”. “Si discute sul fatto che nella Corea del Sud – prosegue – le segnalazioni dei casi siano state fatte troppo tardivamente, consentendo la circolazione del virus. Ci sono circa 1.000 persone sotto controllo epidemiologico per bloccare la diffusione: se questa dovesse aumentare, inevitabilmente dovremmo ricorrere a tutti quei mezzi di controllo sui viaggiatori che arrivano da zone in cui al momento l’infezione è endemica”.


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