Fino ad ora sono stati recuperati i corpi di 19 vittime, mentre 14 persone sono state trovate in vita
Le autorita’ cinesi hanno intensificato gli sforzi per salvare le oltre 420 persone che si ritiene siano intrappolate nella carcassa della nave da crociera ‘Stella d’ Oriente”, affondata nel fiume Yangtze a causa di una tempesta nella notte tra lunedi’ e martedi’ scorsi. Il disastro e’ il piu’ grave in Cina nel settore dei trasporti da alcuni decenni. Il bilancio e’ destinato a superare di gran lunga quello del deragliamento di un treno superveloce che si verifico’ nel 2011 nei pressi della citta’ di Wenzhou e nel quale persero la vita 40 persone. Il maltempo che continua ad imperversare sulla regione rende difficili le operazioni di soccorso. Fino ad ora sono stati recuperati i corpi di 19 vittime, mentre 14 persone sono state trovate in vita. Gli altri passeggeri – in tutto sulla nave c’erano 456 persone, non 458 come era stato annunciato ieri – sono probabilmente intrappolati nella nave, che si e’ rovesciata nei pressi della localita’ di Jianli, nella Cina meridionale. In maggioranza si trattava di persone tra i 50 e gli 80 anni che prendevano parte ad un viaggio da Nanchino, nella Cina orientale a Chonqing, nel sudovest. Tra i sopravvissuti ci sono il capitano e l’ ingegnere capo della “Stella d’ Oriente”, che sono detenuti e potrebbero essere incriminati per il disastro. Come spesso avviene in Cina in questi casi l’ opinione pubblica, che si esprime con sintetici interventi sui siti Internet di comunicazione sociale, e’ estremamente critica del governo. In risposta, Pechino ha imposto severi controlli alla comunicazione, consentendo il libero accesso al luogo del disastro solo a reporter dell’ agenzia Nuova Cina e della Cctv, che danno un grande risalto alla presenza sul luogo del premier Li Keqiang, arrivato ieri sul posto per guidare le operazioni di soccorso.


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