Olio di Palma, tutta la verità su uno degli ingredienti più controversi presente in vari cibi

L’olio di palma divide l’opinione pubblica tra chi vorrebbe bandirlo e chi tranquillizza sulla sua non tossicità

L’olio di palma è al momento uno degli ingredienti più controversi dei nostri cibi, dividendo l’opinione pubblica tra chi vorrebbe bandirlo dalle tavole e chi, pur raccomandandone un consumo limitato, tranquillizza sulla sua non tossicità.L’olio di palma, criminalizzato soprattutto per il suo contenuto in acidi grassi saturi, in particolare di acido palmitico, si ricava dai frutti dell’omonima pianta, l’Elaeis guineensis, originaria dell’Africa, ad oggi coltivata nelle zone tropicali del continente americano e soprattutto in Malesia e Indonesia.

OLIO PALMA 1Dai frutti di questa pianta si ricavano due diverse tipologie di olio: olio di palmisto, estratto dai semi; l’olio di palma, propriamente detto, estratto dalla polpa per pressione idraulica (spremitura) o per centrifugazione; sempre dopo aver debitamente trattato i frutti, sterilizzandoli con calore umido e snocciolandoli. L’olio di palma si trova in biscotti, patatine fritte, creme spalmabili, ciocciolata, cibi cotti confezionati , anche all’interno di marchi famosi; oltre che in saponi, dentifrici, biodiesel. Il suo grande utilizzo nell’industria alimentare di tutto il mondo si spiega col suo bassissimo costo che lo rende uno degli ingredienti più economici sul mercato, oltre che con la sua versatilità.

OLIO PALMAEsso ha un’elevata resa per ettaro, quindi costa poco, ha una buona stabilità, resistenza alla cottura, non irrancidisce ed è insapore, non alterando il gusto dell’alimento. Pur essendo largamente impiegato, spesso non è immediatamente riconoscibile in quanto sull’etichetta dei prodotti è sostituito dalla dicitura “Oli e grassi vegetali”, “palmate”, “palmitate”, “palmeth”. La sua produzione danneggia tanti ecosistemi naturali, creando ampie zone di deforestazione. Fatta questa doverosa premessa, va detto che l’olio di palma non è cancerogeno. Il legame da mettere in evidenza è quello obesità-insorgenza dei tumori, in quanto l’eccessivo consumo non solo di olio di palma di tutti i grassi saturi, senza bruciarli con un adeguato esercizio fisico, tende a far ingrassare e l’obesità , come noto, è un fattore di rischio riconosciuto dei tumori.

Oil palm fruitC’e’ un lavoro, pubblicato su Lipids nel 2014 da Perreault dove si associa il consumo di acido palmitico all’incremento di sostanze infiammatorie circolanti nel sangue e le infiammazioni croniche favoriscono lo sviluppo di varie patologie come le malattie cardiovascolari, l’aterosclerosi, il diabete. In altri studi si è evidenziato che gli abituali consumatori di olio di palma, rispetto a coloro che impiegano grassi decisamente più salutari come l’olio extravergine d’oliva, presentano un aumento della concentrazione di grassi nel sangue, dal colesterolo cattivo ai trigliceridi.

OLIO PALMA 3Come boicottare, dunque, il consumo di olio di palma? Meglio scegliere prodotti “palm oil free” o preferire prodotti preparati direttamente in casa a quelli già confezionati. Alcuni brand già non ne fanno uso, tra cui sia prodotti a marchio proprio (solo le linee biologiche) di alcune catene di supermercati (Coop, Esselunga, Pam, Ikea, LD Market), che aziende meno conosciute ma attive nell’alimentazione bio o energetica (Germinal, Cereal, Misura)e molti marchi (Galbusera, Loacker) limitatamente a pochissimi prodotti.