Solo il 2,4% delle piante studiate è considerato a rischio estinzione, ma questo per gli scienziati non significa abbassare la guardia
Dall’arnica all’erica comune, almeno il 31% delle 400 principali specie di piante medicinali europee e’ in declino. I dati sono quelli della prima lista rossa dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), che ah esaminato una vasta gamma di specie e habitat, incluse appunto l’arnica (Arnica montana), l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), il rosmarino (Rosmarinus officinalis) e l’erica comune (Calluna vulgaris). Un dato che interessa molto l’Italia, fra i Paesi europei (insieme a Germania, Spagna, Francia, Olanda, Gran Bretagna e Polonia) nella top 20 degli importatori di piante medicinali e aromatiche a livello globale. Solo il 2,4% delle piante studiate e’ considerato a rischio estinzione, ma questo per gli scienziati non significa abbassare la guardia. “Quasi la meta’ dei nostri farmaci prescritti dal medico impiega sostanze naturali delle piante” afferma il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, ricordando la “grande varieta’ di piante selvatiche” in Europa, “con un’enorme varieta’ di impieghi”. “Il loro valore economico e’ chiaro, dobbiamo chiaramente tutelare questo capitale naturale” spiega Vella. Secondo Jean-Christophe Vie’ dell’Iucn “il rischio estinzione e’ solo uno dei criteri che dovremmo considerare quando cerchiamo di conservare la natura selvatica e quasi un terzo delle specie mostra una popolazione in declino, il che evidenzia la necessita’ di misure di conservazione per assicurare la loro sopravvivenza a lungo termine”.


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