E’ quanto hanno dimostrato due test condotti sui passeggeri dell’aereo della Air Transat, che nell’agosto 2001
Certe paure e traumi sono cosi’ forti da rimanere scolpiti nella nostra mente e cambiare per sempre il modo in cui vediamo il mondo. E’ quanto hanno dimostrato due test condotti sui passeggeri dell’aereo della Air Transat, che nell’agosto 2001, per un problema tecnico rilevato in volo sull’Atlantico, fu costretto ad un rocambolesco atterraggio su nelle isole Azzorre per evitare l’inabissamento. Descritto sulla rivista Clinical Psychological Science, lo studio, coordinato da Daniela Palombo dell’universita’ di Boston, si e’ articolato in due fasi. Nel primo test e’ stato chiesto ai passeggeri di fare un test di memoria per verificare la qualita’ dei ricordi di quel volo tre anni dopo, insieme ai ricordi dell’attacco terroristico dell’11 settembre e un evento neutro. In questo modo si e’ visto che tutti i passeggeri ricordavano molti dettagli dell’incidente dell’Air Transat, indipendentemente dal fatto che avessero sofferto o meno di disturbo da stress post-traumatico. Quasi 10 anni dopo, 8 di loro hanno accettato di passare alla seconda fase dello studio. Il loro cervello e’ stato esaminato con la risonanza magnetica mentre gli venivano mostrati video con la ricostruzione del loro incidente, l’attacco dell’11/9 e un evento neutro. Ogni volta che vedevano immagini di quell’incidente, aumentava la risposta delle aree del cervello coinvolte nella memoria emotiva, cioe’ amigdala, ippocampo, area posteriore e mediana, a differenza di quando dovevano ricordare eventi autobiografici neutri. ”I passeggeri hanno mostrato una maggiore attivita’ cerebrale – aggiunge Brian Levine, uno dei ricercatori – anche quando vedevano immagini di un altro evento traumatico, ma meno personale, come quello dell’11 settembre. Questo ‘effetto di riporto’ puo’ indicare che lo spavento sull’Air Transat abbia cambiato il modo in cui elaborano le nuove informazioni, rendendoli piu’ sensibili ad altre esperienze negative. Una volta che si vive un trauma, si vede il mondo sotto nuove lenti”.


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