Ricerca: scoperto come le meduse mutilate riacquistano un corpo “simmetrico”

Nel giro di appena un paio di giorni la specie riesce a “riorganizzare” i propri bracci intorno al corpo in una forma che gli permetta di muoversi e nutrirsi nonostante l’amputazione

I sistemi di rigenerazione dei tessuti (come la pelle umana che si rimargina dopo un taglio superficiale) sono assai diffusi tra gli esseri viventi, ma anche molto diversi tra loro in natura. Alcuni scienziati hanno osservato un nuovo meccanismo di auto-riparazione in una specie particolare di meduse: se mutilati, gli esemplari della specie Aurelia Aurita, non rigenerano le parti del corpo amputate ma nel giro di appena un paio di giorni lo “riorganizzano” per tornare a una forma “simmetrica”, fondamentale per muoversi e nutrirsi. La ricerca, svolta dal California Institute of Technology e descritta sull’ultimo numero di Pnas, e’ stata condotta sulla cosiddetta medusa quadrifoglio, una delle piu’ note e diffuse appartenente al genere Aurelia, in particolare su esemplari giovani, allo stadio di “efira”, quello che precede la trasformazione in medusa vera e propria e in cui la Aurelia Aurita ha un corpo a forma di disco con otto “bracci” simmetrici. I ricercatori volevano vedere se questa specie fosse in grado di rigenerare eventuali bracci, per cui hanno amputato efire anestetizzate lasciando esemplari con 2, 3, 4, 5, 6 o 7 bracci. Poi hanno reintrodotte le efire monche in ambiente marino artificiale e ne hanno monitorato la risposta. Ebbene, le ferite si sono rimarginate come ipotizzato in poche ore, ma i ricercatori hanno scoperto qualcosa di inaspettato: le meduse non stavano rigenerando tessuti per compensare ai bracci persi. Nel giro di due giorni le efire avevano riorganizzato gli unici bracci restanti in modo da essere il piu’ possibile simmetrici intorno al corpo centrale. La simmetria radiale di questa specie infatti e’ essenziale per muoversi e nutrirsi. Nei pochi casi in cui le efire non si sono “ri-simmetrizzate”, spiegano i ricercatori, il 15% degli esemplari sottoposti all’esperimento, non e’ avvenuta la trasformazione successiva in medusa.