Ricerca: una “macchinetta” per proteggere le piante dalle infezioni

La scoperta si basa sul ruolo degli oligogalatturonidi, frammenti di pectina che sono generati autonomamente e naturalmente dalla pianta quando subisce l’attacco di microorganismi o danni meccanici

Le malattie infettive delle piante provocano ingenti danni alle colture agrarie, causando perdite economiche che sono stimate, a livello mondiale, intorno ai 60 miliardi di euro annui. D’altro canto, e’ noto come l’uso dei pesticidi ponga purtroppo gravi problemi alla salute umana e all’ambiente. Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza ha ideato una sorta di “macchinetta” proteica che puo’ essere attivata nelle piante, inducendole a mettere in moto il sistema immunitario e proteggendole, in modo del tutto naturale, dalle infezioni microbiche. La scoperta si basa sul ruolo degli oligogalatturonidi, frammenti di pectina che sono generati autonomamente e naturalmente dalla pianta quando subisce l’attacco di microorganismi o danni meccanici. Nello studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, i biologi della Sapienza hanno osservato come le piante che attivino la “macchinetta” proteica, al momento di una tentata infezione, accumulino elevati livelli di oligogalatturonidi e siano piu’ resistenti a patogeni di diversa natura come batteri e funghi. “Il sistema immunitario, sia negli animali che nelle piante, viene attivato attraverso la percezione di segnali molecolari indicatori di una situazione di pericolo – ha sottolineato Giulia De Lorenzo, docente di Fisiologia Vegetale – in particolare, frammenti prodotti dalla degradazione della pectina, un importante componente della parete cellulare che circonda ogni cellula vegetale, sono riconosciuti come segnali di pericolo”. Queste ricerche mostrano come il controllo della pectina e della presenza degli oligogalatturonidi nei tessuti possa essere utilizzato per ottenere piante di interesse agronomico resistenti a un gran numero di malattie infettive, senza l’uso di anticrittogamici pericolosi per la salute umana e per l’ambiente.