Sagrada Familia: l’icona di Barcellona, capolavoro del grande architetto Antoni Gaudì

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Viaggio a Barcellona: tutto sulla Sagrada Familia

Il “Temple Expiatori de la Sagrada Família“, conosciuto ai più come la Sagrada Família di Barcellona, è considerato uno dei simboli della città, oltre che il capolavoro rappresentativo dell’architetto Antoni Gaudí, che le dedicò l’ultima parte della sua vita, esprimendo tutta la sua arte. Dal 1884 sino al giorno della sua improvvisa morte, si dedicò instancabilmente alla costruzione della “cattedrale dei poveri”, senza mai allontanarsi dal cantiere, neppure per dormire. Infatti, nonostante avesse una piccola casetta nel centro storico di Barcellona, si era ricavato un angolino nella Sagrada Familia dove studiare e lavorare, giorno e notte.

SAGRADA FAMILIA COP 1Edificata grazie alle elemosine raccolte per decenni, nella straordinaria e stravagante Sagrada Familia si avverte profondamente il distaccamento dell’artista dalla tradizione storica, in favore di un’invenzione formale, estremamente libera e fantastica, che sorprende ed incuriosisce per le sue linee curve, le forme bizzarre, i colori vivaci dovuti all’uso della ceramica e del vetro, con un evidente richiamo alla natura che, come disse Gaudì, è “il grande libro sempre aperto che bisogna sforzarsi di leggere”…un amore viscerale, il suo, per la natura, che considera opera di Dio, tanto che le sue creazioni diventano il ponte di collegamento tra uomo e Dio. La facciata, inserita insieme alla cripta nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, è densa di riferimenti alla vita di Gesù con statuine e ghirigori che si rifanno ai simboli cristiani. L’opera è susseguirsi di stili, in linea con la tesi dell’artista, mutuata dal concetto di Liberty, che ogni opera fosse una creatura vivente e che per questo dovesse sottostare alle leggi della natura che non va copiata, ma capita e reinterpretata.

SAGRADA FAMILIA INTERNOSebbene sia una chiesa enorme, alta più di 170 metri, non è stata voluta da un pontefice, re o potente, ma nel 1866, da una semplice associazione di devoti a San Giuseppe, che misero pian piano i soldi in colletta, comprando un terreno nel 1881, sotto il coordinamento di un libraio: Josep Maria Bocabella. Osservando una semplice regola morale, quella che la Chiesa sarebbe stata costruita solo grazie alle offerte, alle donazioni e alle elemosine che riceveva, dopo un primo architetto che nel 1882 ne progettò la cripta, arrivò un giovane trentunenne, Antoni Gaudì, che avrebbe cambiato il volto dell’arte e della volontà umana con quella Chiesa. Il cantiere, sempre aperto, era frequentato da scultori, tagliapietre, forgiatori e architetti di fiducia, ma anche da molti studenti della scuola di architettura che si recavano lì, tra quegli assi di metallo e legno, tra quei prototipi, schizzi, funi, per stare con Gaudì nel suo studio, tra stampi di gesso, riproduzioni in scala, rotoli di carta, libri, regoli graduati ecc. Quando Gaudì morì, investito da un tram, nel 1926, aveva costruito appena la Facciata della Natività, una delle tre facciate e soltanto 4 delle 18 torri che aveva ideato, ma il suo progetto complessivo era stupefacente. La grande sfida è iniziata proprio con la sua morte: costruire non la cattedrale, ma il popolo che la vuole e la realizza.

SAGRADA FAMILIA INTERNO 1L’esterno della Sagrada mostra la chiesa cattolica: Gesù, Maria, gli Apostoli ed i Santi. Le facciate rappresentano la vita umana di Gesù, dalla sua nascita alla morte ed il suo interno racconta la Gerusalemme celestiale, abitata dall’Agnello, ovvero dal figlio di Dio. Il campanile più importante, alto 170 metri, è quello dedicato a Gesù, incoronato da una bellissima croce che brilla ogni giorno con i suoi stupendi mosaici, splendendo anche di notte per la luce proiettata dagli altri campanili, su cui si può leggere la scritta “Amen” ed “Alleluia”.

SAGRADA FAMILIA INTERNO 2Sono di una bellezza incommensurabile la Facciata della Passione, simbolo della desolazione, del dolore e della morte di Gesù Cristo, che si presenta nuda, con forme semplici ed ornamenti scarni quasi come a dimostrare e a rispettare lo stesso dolore del Cristo; la Facciata della Nascita, situata di fronte al sole, simbolo della Vita e del Godimento, con la forza plastica delle pietre piene di vita e significato, come una sorta di miracolo che si compie; sino alla Facciata della Gloria, orientata a mezzogiorno, che rappresenta l’uomo all’interno della creazione. Lascia a bocca aperta l’interno del Tempio, una sorta di bosco naturale in cui la disposizione delle colonne ricorda i tronchi degli alberi con i loro rami, con la luce che, infiltrandosi tra le colonne, conferisce alla navata un tocco bucolico. La chiesa è stata consacrata, ancora non conclusa, il 7 novembre 2010, da papa Benedetto XVI, che l’ha elevata al rango di Basilica minore e, nonostante secondo gli auspici del comitato promotore, doveva essere completata nel 2032, a 150 anni dalla posa della prima pietra, un autorevole annuncio sancisce la fine dei lavori nel 2026.

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