Il 57% degli uomini fuma, contro appena il 3% delle donne, secondo un sondaggio del 2012 dell’istituto statunitense Gallup
Ha 300 milioni di fumatori ed è anche il maggiore produttore al mondo di sigarette. E’ la Cina, che da oggi vieta il fumo nei locali pubblici. Secondo l’American Cancer Society, ogni anno le sigarette fanno un milione di morti nel Paese. E a questi vanno aggiunte le vittime del fumo passivo: circa 100mila morti ogni anno, secondo la Commissione per la Salute di Pechino, che stima in 740 milioni di cinesi, tra cui 180 milioni di bambini, le persone interessate. Il 57% degli uomini fuma, contro appena il 3% delle donne, secondo un sondaggio del 2012 dell’istituto statunitense Gallup. Percentuale, quella delle donne, in crescita soprattutto nei più grandi centri urbani del Paese: qui la gran parte delle fumatrici consuma sigarette per perdere peso o perché, ha sottolineato la All-China Women’s Federation, interpreta il fumo come un simbolo di indipendenza. In Cina, il costo di un pacchetto di sigarette è variabile e oscilla dal minimo di 4 yuan a confezione, pari a 0,60 euro, ad un massimo di 15 yuan (2,20 euro) per i marchi di qualità. Lo scorso mese Pechino ha aumentato le tasse sulle sigarette, passate dal 5 all’11%.


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