Salute, chirurgia alla mano: un futuro con sempre meno bisturi

“Bisogna cercare nuove strade che portino alla sostituzione completa o parziale degli interventi”

La chirurgia della mano verso soluzioni sempre ‘meno chirurgiche’. E’ il filo conduttore del Congresso Internazionale organizzato dalla Federazione delle Societa’ Europee di Chirurgia della Mano, la cui 20/a edizione si terra’ a Milano da mercoledi’ a sabato. “Bisogna cercare nuove strade che portino alla sostituzione completa o parziale degli interventi – spiega Giorgio Pajardi, Direttore dell’Unita’ Operativa di chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica e Presidente del Congresso – Questa e’ la direzione che sta prendendo anche la ricerca scientifica. Il fatto che le novita’ piu’ salienti degli ultimi anni, come la collagenasi per il Morbo di Dupuytren, siano servite a ridurre gli interventi non e’ un caso. Andiamo verso la riduzione dell’invasivita’ chirurgica”. E proprio al Morbo di Dupuytren, giovedi’ 18 giugno sara’ dedicato un simposio a cui parteciperanno alcuni dei maggiori esperti europei in materia. Si tratta di una malattia la cui origine e’ tuttora sconosciuta salvo un 30% di casi in cui c’e’ una familiarita’. In Italia interessa il 25% degli over 50 (soprattutto maschi, in rapporto 10 a 1 rispetto alle donne). Un quarto dei pazienti evolve verso forme severe che impediscono o rendono difficili attivita’ comuni come il lavarsi la faccia, vestirsi, ma anche scrivere al computer, usare il mouse. Fino a qualche anno fa il trattamento base era chirurgico. Ora invece si utilizza un enzima, la collagenasi, che grazie alla sua capacita’ di disgregare le fibre di collagene (che rappresentano la componente principale del tessuto patologico che blocca il movimento) risolve il problema. Il trattamento consiste in un’ iniezione con un ago molto sottile, seguita, dopo 24 ore, da una manipolazione dell’arto esercitata dal medico. “In Italia questo trattamento e’ gia’ molto diffuso – continua Pajardi – Tuttavia, in alcuni Paesi europei come Francia e Germania non e’ ancora distribuito. Uno dei motivi per cui e’ importante il suo impiego e’ che la malattia, su predisposizione congenita, puo’ ripresentarsi. Ripetere il trattamento col farmaco non crea problemi al paziente, mentre una seconda operazione puo’ portare alla comparsa di cicatrici”.