Salute, emergenza demenze: colpite 75 milioni di persone entro il 2030

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“L’Italia e’ il secondo Paese al mondo per numerosita’ della popolazione con eta’ superiore a 60 anni e le demenze diventeranno presto un’emergenza sanitaria”

Nel 2030 saranno oltre 75 milioni i pazienti affetti da demenza in tutto il mondo, morbo di Alzheimer compreso. Secondo le stime dell’Alzheimer International Association, il numero e’ destinato a superare i 135 milioni nel 2050, con oneri economici globali di centinaia di miliardi di dollari legati ai costi sociali che tale patologia comporta. L’Agenzia Italiana per il Farmaco, Aifa, ospitera’ domani e il 10 giugno in un incontro a porte chiuse, il secondo meeting regolatorio internazionale del programma “Dementia Integrated Development”, inizitiva promossa e guidata dal Dipartimento della Salute del governo britannico per individuare modelli e strategie di trattamento innovativi per la demenza a livello mondiale. Le demenze sono causate da una degenerazione dei neuroni cerebrali dovuta a vari meccanismi fisiopatologici.

ALZHEIMER CERVELLO - CopiaLa ricerca nel campo delle neuroscienze ha confermato che i processi patologici che conducono negli anni alla morte neuronale cominciano 15-20 anni prima della comparsa dei sintomi clinici e pertanto si apre la possibilita’, tuttavia ancora non confermata, di diagnosticare la malattia nelle sue fasi iniziali grazie all’uso di biomarcatori. Questo permetterebbe un intervento terapeutico precoce e forse un rallentamento del processo neurodegenerativo che conduce alla perdita delle funzioni cognitive superiori. Il “Dementia Integrated Development”, e’ un momento di confronto di alto valore scientifico cui partecipano esperti accademici e rappresentanti delle autorita’ del farmaco di Regno Unito, Giappone, Canada, Stati Uniti, Danimarca, Germania, Svizzera, e dell’Agenzia Europea dei Medicinali per una discussione aperta su quella che si configura come una delle patologie di piu’ ampio impatto dei prossimi anni e per affrontare le criticita’ legate alla sperimentazione di nuove terapie per le demenze Dall’incontro, afferma il direttore generale dell’Aifa Luca Pani, “ci aspettiamo che scaturiscano nuovi approcci sostenibili per fare fronte a “LA” malattia dei prossimi decenni anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.

AlzheimerUna sfida che noi scienziati e regolatori vogliamo prendere in carico responsabilmente per individuare ambiti di ricerca e metodologie innovative capaci di dare una speranza di cura alla demenza e non solo un rimedio dei suoi effetti.” “L’Italia e’ il secondo Paese al mondo per numerosita’ della popolazione con eta’ superiore a 60 anni e le demenze diventeranno presto un’emergenza sanitaria – aggiunge Valentina Mantua, psichiatra e dirigente medico presso l’Ufficio Assessment Europeo dell’AIFA, chiamata a dare il contributo italiano tra gli esperti del meeting. “La rappresentanza dell’AIFA nei comitati scientifici europei e’ molto attiva in questo campo e sensibile alle problematiche dei pazienti e delle famiglie affette da queste terribili malattie. L’industria farmaceutica da anni sta investendo in ricerca e sviluppo di terapie innovative direttamente mirate ai meccanismi molecolari della patologia, tuttavia al momento nessun trattamento e’ ancora disponibile sul mercato. Il complito delle Agenzie Regolatorie e’ duplice, da un lato bisogna fare in modo che le terapie che si dimostreranno efficaci e sicure siano disponibili per i pazienti affetti il piu’ velocemente possibile, dall’altro lato e’ necessario assicurarsi che le evidenze scientifiche siano tali da garantire la corretta valutazione beneficio/rischio nonche’ la comprensione del reale valore delle nuove tecnologie in termini di salute”. “Il tema della demenza mi e’ particolarmente a cuore perche’ si lega a doppio filo a quello della promozione di un invecchiamento attivo e in buona salute – commenta il Presidente dell’AIFA Sergio Pecorelli e rappresentante del governo italiano a Bruxelles nel Gruppo strategico dell’European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing. “Accolgo con grande piacere lo svolgimento di questo incontro che segna una tappa importante nel sostegno della popolazione anziana, una delle piu’ fragili nel processo di cura e che necessita di interventi quanto piu’ mirati e anticipati possibili. Negli ultimi decenni e’ aumentata drammaticamente nelle persone anziane la prevalenza delle malattie mentali, come le diverse forme di demenza, non solo a causa dell’invecchiamento stesso, ma anche per le nuove situazioni emotive e socio-demografiche cui gli anziani sono esposti. Un tale scenario richiede un’attenzione particolare della scienza medica e regolatoria ad aspetti quali l’eziologia, la diagnosi precoce e le terapie per questo tipo di patologie, insieme all’impegno concreto a livello globale mirato alla promozione delle buone pratiche di prevenzione e dei corretti stili di vita”.