Samantha inizia la riabilitazione, deve riabituarsi alla gravità

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Non si perde nemmeno un istante e spesso i controlli proseguono anche in aeroporto per gli astronauti europei e americani

Dopo quasi sette mesi trascorsi nello spazio, volando leggeri, tornare ad ‘assaggiare’ la forza di gravita’ e’ tutt’altro che piacevole. Nonostante le due ore quotidiane dedicate all’esercizio fisico, indispensabile per mantenere in attivita’ i muscoli, che nello spazio tendono a perdere massa, al momento di rientrare a Terra camminare e’ praticamente impossibile. Per questo motivo, quando vengono aiutati ad uscire fuori dalla Soyuz, dopo un atterraggio assolutamente avventuroso e niente affatto ‘dolce’, gli astronauti vengono trasportati su un seggiolino. Pochi minuti per i saluti di rito e una telefonata per salutare la famiglia e poi, sempre su un seggiolino, gli astronauti vengono trasportati all’interno della tenda allestita in prossimita’ del luogo di atterraggio della Soyuz. Qui vengono fatti i primi test, con un prelievo di sangue e poi i controlli dell’apparato cardiovascolare. Non si perde nemmeno un istante e spesso i controlli proseguono anche in aeroporto per gli astronauti europei e americani, che dopo il rientro partono per il centro della Nasa a Houston. I test proseguono spesso anche dopo il lungo viaggio in aereo, appena arrivati. Dietro a tutte questa fretta non c’e’ un’emergenza dovuta alla preoccupazione per la salute degli astronauti. Naturalmente questa va controllata, cosi’ come e’ necessario un periodo di riabilitazione per aiutare l’organismo ad abituarsi nuovamente alla gravita’. Ma tutti i risultati di analisi e test sono preziosi per accumulare nuove conoscenze sugli effetti che l’assenza di peso ha sull’uomo, soprattutto dopo lunghi periodi, per prepararsi al meglio alle future e lunghissime missioni su Marte.