Sesso di gruppo alle terme, chiuse storiche strutture “miste” in Giappone

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A Tochigi, nelle vasche dell'”onsen” si sarebbero svolte delle vere e proprie orge pubbliche, il capo del centro “mi sento più triste che arrabbiato, siamo stati costretti a chiudere”

I giapponesi amano profondamente le loro terme. Appena ne hanno la possibilità, si recano in una struttura termale (“onsen”) e si buttano nelle vasche. Alcune delle più tradizionali sono miste, ma questo non provoca alcun turbamento negli uomini e nelle donne che vi entrano: ci sono regole precise che stabiliscono la convivenza. Così sta facendo scalpore la chiusura di un “onsen” tradizionale famoso, nella prefettura di Tochigi, dopo una serie di segnalazioni secondo le quali nelle sue “furo” – “vasche” – si sarebbero svolti atti sessuali di gruppo. La storia è stata raccontata oggi dal Japan Times.

AJ201506020062ML’Associazione di vicinato di Fukuwata, a Nasushiobara, ha tolto l’acqua dalle vasche dell’onsen Fudonoyu, dopo le lamentele dei turisti. Le denunce parlano chiaro: gruppi di uomini e donne si sarebbero lasciati andare ad atti licenziosi nelle vasche, in maniera pubblica. Per questo motivo, è stato deciso che è più prudente chiudere le vasche, per preservarne l’immagine. “Mi sento più triste che arrabbiato, questo è il mio sentimento sincero. Non riuscivo a credere che queste persone si lasciassero andare ad atti perversi. Mi sono sentito incapace di reagire, quindi siamo stati costretti a chiudere” ha commentato Shigeki Tashiro, capo della’associazione che gestisce l’onsen. “I tempi cambiano, temo” ha aggiunto. La stazione termale è bellissima e risale all’epoca Meiji (1868-1912). E’ immersa nella natura, l’acqua calda è considerata un toccasana. Quindi le autorità sperano di poter riaprire presto, ma non sarà semplice. Pare che siano stati filmate addirittura immagini degli atti sessuali nell’onsen e girava anche un DVD, regolarmente in vendita, nei negozi del porno. Tuttavia, al momento, la polizia non ha potuto far nulla: perché venga contestata l’indecenza, bisogna che ci sia la flagranza di reato.