Per l’ambizioso progetto, in prima fila l’azienda costruttrice italiana Avio
E’ allo studio un accordo per far si’ che il lanciatore Vega sia in grado di portare nello spazio una nuova generazione di satelliti a propulsione elettrica. L’obiettivo e’ rendere l’accesso allo spazio piu’ semplice, poiche’ uno stesso modulo di trasferimento permettera’ di rilasciare su un’orbita bassa i satelliti, che con i loro motori elettrici potranno raggiungere autonomamente orbite piu’ elevate. A questo sta lavorando ”una cordata di industrie italiane, come Ohb, Thales Alenia Space e Sitael”, ha detto il presidente e amministratore delegato della Avio, Pier Giuliano Lasagni, nel salone aerospaziale di Le Bourget.”Avio – ha aggiunto – partecipera’ alla cordata, che mette insieme chi costruisce il lanciatore con chi realizza satelliti e motori elettrici. E’ un progetto allo studio: stiamo mettendo insieme idee per creare l’opportunita’ di un nuovo business”. Lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), il progetto potrebbe estendere l’accesso allo spazio anche a chi, finora, difficilmente e’ in grado di affrontare i costi di una missione spaziale, come piccole e medie imprese, universita’ e centri di ricerca. ”Il costruttore potrebbe risparmiare sulla parte propulsiva, costosa e pesante, per concentrarsi sul satellite”, ha osservato. ”Uno stesso modulo di trasferimento – ha aggiunto – permettera’ a Vega di portare satelliti piu’ pesanti e di raggiungere l’orbita definitiva con missioni un po’ piu’ lunghe”. E’ una strada che gli Stati Uniti hanno gia’ cominciato a percorrere, ad esempio con la Boeing. ”La nostra idea – ha detto Lasagni – e’ creare un modello in cui e’ il lanciatore che offre un modulo per il trasferimento in orbita dei satelliti”. Ci sono tante formule allo studio e una delle idee e’ avere sul lanciatore una sorta di ‘dispenser’ per piu’ satelliti da consegnare su orbite diverse.


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