Spazio: con Vega possibili piccole missioni su Marte e asteroidi

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Il lanciatore europeo Vega sempre più promettente per il futuro: con la sua potenza, i satelliti potranno presto  raggiungere quasi tutto il vicino Sistema Solare

Potranno esplorare le Marte e le sue lune, visitare la fascia degli asteroidi fra Marte e Giove, o arrivare sulla Luna o fino a Venere: presto esplorare la zona piu’ interna del Sistema Solare costera’ molto meno, tanto da diventare accessibile ai satelliti costruiti da universita’, centri di ricerca e piccole e medie imprese. E’ lo scenario annunciato dalle nuove opportunita’ aperte dal lanciatore europeo Vega. ”Ci siamo resi conto che, avendo Vega, abbiamo la possibilita’ di raggiungere quasi tutto il vicino Sistema Solare”, ha detto Paolo Bellomi, direttore dello Sviluppo prodotti e nuovi progetti della Avio, l’azienda che a Colleferro e che realizza il lanciatore nell’ambito della Elv (70% Avio, 30% Asi). ”L’idea – ha spiegato – e’ attaccare al quarto stadio di Vega un modulo a propulsione elettrica che permetta di utilizzare la stessa avionica del lanciatore”. In questo modo, ha aggiunto, ”potremmo mettere a disposizione la carrozza, ossia il sistema di trasporto spaziale ‘chiavi in mano’ a chi ha strumenti da portare in orbita ma non le infrastrutture per poterlo fare”. Con uno stadio aggiuntivo di Vega a propulsione elettrica (Electrical propulsion service module, o Vega Epm) si potrebbero portare carichi scientifici fino a 500 chilogrammi su Marte, con missioni che potrebbero durare circa 1.000 giorni; per raggiungere gli asteroidi ci vorrebbero una cinquantina di giorni in piu’, mentre in 300 giorni si potrebbero portare sulla Luna si potrebbe portare fino a una tonnellata di materiali scientifici per una missione della durata inferiore a un anno. Ogni missione costerebbe circa 57 milioni di euro contro, ad esempio, i 2,5 milioni di dollari costati per portare su Marte il robot-laboratorio Curiosity. ”Tutto questo renderebbe possibile l’esplorazione spaziale ad una platea piu’ ampia di ricercatori. Fino a qualche anno fa tutto questo era accademia, ma ora e’ una possibilita’ concreta”, ha osservato Bellomi. Un’altra possibilita’ e’ utilizzare Vega come una sorta di ‘spazzino’ tra le stelle, per catturare e accompagnare verso l’impatto con l’atmosfera detriti spaziali potenzialmente pericolosi, come grandi satelliti fuori controllo e in caduta libera verso la Terra. Una volta lanciato Vega, il suo stadio superiore potrebbe ‘catturare’ il satellite pericoloso con uno speciale lazo dal cuore fatto di fibre ottiche e collegato ad una spoletta, ‘annodarlo’ con una serie di manovre e trascinarlo con se’ verso l’atmosfera, e bruciando con lui, in modo che l’impatto avvenga in sicurezza sull’oceano.