Tragedia sfiorata in volo: il cervello dei passeggeri fa luce sul trauma

La ricerca ha scansionato con una risonanza magnetica i cervelli dei partecipanti mentre questi erano impegnati a ricordare i momenti più terrificanti

La brutta avventura dei passeggeri di un volo che nel 2001 è rimasto a corto di benzina sopra l’Oceano Atlantico potrebbe rivelarsi d’aiuto per la ricerca scientifica che indaga sugli effetti di questi traumi sul cervello e sulla loro elaborazione. Un gruppo di 8 passeggeri è stato selezionato per partecipare ad uno studio in due fasi guidato dal Baycrest Health Sciences’ Rotman Research Institute, pubblicato sul ‘Clinical Psychological Science (Cps)’. La ricerca ha scansionato con una risonanza magnetica i cervelli dei partecipanti mentre questi erano impegnati a ricordare i momenti più terrificanti passati sul volo Air Transat Flight 236, che è riuscito ad effettuare un atterraggio d’emergenza in una base militare delle Azzorre. I ricercatori hanno dimostrato che tutti i passeggeri ricordavano una notevole quantità di dettagli dell’incidente, indipendentemente dal fatto di avere o meno una diagnosi di disturbo post traumatico da stress (Ptsd). “Questo incidente tormenta ancora i passeggeri, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno il disturbo Ptsd”, afferma Daniela Palombo, autrice principale dello studio e attualmente ricercatrice della Boston University School of Medicine. “Nel cervello – aggiunge – rimane traccia di un singolo evento che ha messo in pericolo la vita delle persona anche dopo 10 anni, e l’organo continua ad elaborane il ricordo”. Dallo studio emerge anche che i ‘passeggeri/cavie’ ricordano il fatto traumatico come se fosse successo ieri, quando in realtà è accaduto quasi un decennio fa. “Altre esperienze più banali tendono a svanire con il passare del tempo, ma un trauma di questo tipo lascia una traccia duratura – conclude Palombo – Grazie alla risonanza magnetica abbiamo scoperto come agiscono alcuni meccanismi cerebrali attraverso cui questo può accadere. Inoltre è emerso che le persone subiscono un effetto di trascinamento, ovvero dopo aver sfiorato una tragedia sono più sensibili a notizie di eventi simili che accadono nel mondo. E li vendono sotto lente diversa”.