Nel chiedere aiuto, ha evocato il progetto Apollo che fece sbarcare l’uomo sulla Luna
Il neurochirurgo italiano, Sergio Canavero, che sostiene di poter realizzare il trapianto di testa, ha lanciato una richiesta di aiuto finanziario, in particolare all’ex presidente di Microsoft, Bill Gates. “Milionari come Bill Gates potrebbero dare denaro per questo progetto ambizioso”, ha detto Canavero che, nel chiedere aiuto, ha evocato lo spirito di conquista che porto’ i primi esploratori nelle lande sconfinate del nord-America o il progetto Apollo che fece sbarcare l’uomo sulla Luna. Canavero, direttore del Gruppo Avanzato di neuromodulazione di Torino, ha annunciato nel 2013 l’idea e si e’ detto in grado di realizzare l’impresa nel 2016. Il suo progetto ha suscitato tale e tanto clamore che e’ stato invitato in America al Congresso di due associazioni chirurgiche statunitensi. Parlando al congresso, a Westin Annapolis, Canavero ha presentato una serie di studi, alcuni realizzati 50 o 100 anni fa, per dimostrare che puo’ trasformare in realta’ il suo sogno. Canavero ha spiegato come pensa di realizzare l’operazione e in particolare saldare il midollo spinale, il punto cruciale: secondo lui il segreto e’ una lama estremamente sottile che permetta di tagliare le fibre nervose senza attenuarne la sensibilita’; conta anche di utilizzare l’ossido di polietilene e la corrente elettrica per la connessione. Ha pero’ sorvolato su altri problemi importanti, come il rapido ripristino del flusso sanguigno nel cervello e le connessioni del sistema nervoso parasimpatico, una componente chiave delle funzioni automatiche del corpo.
Tra i 150 partecipanti alla conferenza, c’era anche il primo volontario per questo trapianto, un trentenne russo, Valery Spiridonov, che soffre della malattia di Werdning-Hoffman, che provoca un’inguaribile atrofia muscolare progressiva. E’ stato il primo incontro tra i due. I medici tra il pubblico hanno alcuni messo in dubbio la fattibilita’ del progetto, ma tutti hanno voluto ascoltare quel che Canavero propone. Molti pero’ sono rimasti scettici. Marc Stevens, chirurgo ortopedico a Smithfield in Carolina del NOrd, presente ad Annapolis, ha detto che “restano ancora molti ostacoli prima di poter fare questo tipo di trapianti”. “Riguardo la presentazione (dei passaggi) sul midollo spinale, penso che ci siano conclusioni che destano speranze, ma quando si tratta di innestare una testa non si possono bruciare le tappe”. Jerry Silver, professore di neurologia all’Universita’ di Case Western, ha sottolineato che la tecnica per riattaccare il midollo spinale in realta’ non e’ mai stata testata “e non siamo nemmeno vicini ad essa”. Inoltre a suo giudizio sarebbe difficile riconnettere il nervo neurogastrico, che controlla la digestione, la parola e il ritmo cardiaca. Inoltre, ha osservato Art Caplan, bioetico del Centro medico Langone di New York, non si capisce perche’, se fosse possibile riparare il midollo spinale, non sia stato gia’ fatto sulle migliaia di pazienti paralizzati in tutto il mondo. Infine, ha aggiunto, se anche l’esperimento fosse possibile, dovrebbero utilizzarsi tali e tanti farmaci per impedire il rigetto -farmaci tossici a dosi elevate- che il paziente morirebbe comunque.


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