Violenti temporali flagellano le pianure della Russia europea
Nel corso del pomeriggio di ieri, lunedì 15 Giugno 2015, una seria di intensi temporali ha duramente colpito il settore orientale della Russia orientale e parte del Kazakistan, provocando danni e tantissimi disagi a seguito degli allagamenti prodotti dalle forti precipitazioni. I fenomeni temporaleschi più violenti hanno interessato l’Oblast’ di Kirov, lungo il bacino del Vjatka, dove si sono verificate anche forti grandinate, accompagnate da una intensa attività elettrica e forti colpi di vento legati ai “downbursts” dei singoli temporali.
Il temporale è stato preceduto da un gigantesco muro di pioggia molto scuro che ha provocato una drastica riduzione della visibilità orizzontale, facendo calare l’oscurità in pochi minuti. Lo scoppio di questi violenti temporali nell’est della Russia europea è legato proprio al passaggio, nell’alta troposfera (250 hpa), del ramo principale del “getto polare”, che scorreva lungo il bordo settentrionale di quel persistente promontorio anticiclonico di blocco di matrice sub-tropicale, da giorni posizionato con i propri massimi al suolo e in quota sopra la Russia europea e l’area degli Urali. Prima di aggirare, sul bordo più settentrionale, l’imponente “cupola anticiclonica” che si è attestata proprio sugli Urali, il ramo principale del “getto polare” si è trovato a transitare sulla Russia europea, sopra un denso strato di aria piuttosto calda e secca (d’estrazione sub-tropicale continentale in risalita dalle ormai “arroventate” steppe del Kazakistan), che da giorni ha stazionato sopra i bassopiani Sarmatici, scaldandosi ulteriormente per effetto della prolungata insolazione diurna e dei fenomeni di “Subsidenza atmosferica“, tipici del promontorio anticiclonico russo, che hanno compresso le masse d’aria verso i bassi strati, asciugandola ulteriormente.
Questo sconfinamento del “getto polare” al di sopra dell’onda di calore che dalle steppe dell’Asia centrale si è diretta verso le pianure della Russia europea, associandosi ad elevati valori cape, ha di colpo innescato grandi turbolenze che si sono estese rapidamente fino ai limiti superiori della troposfera, con lo sviluppo di moti convettivi davvero violenti. Nel corso del pomeriggio di ieri, durante il picco dell’insolazione diurna, si sono così improvvisamente formati dei forti temporali, caratterizzati da forti “updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale continentalizzata) che ha contribuito a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli. Salendo a quote particolarmente elevate le incudini dei cumulonembi sono state investite dai violentissimi venti del “getto”, portandosi a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal “getto“ stesso.

In questi casi, per la perdita di molta aria pilotata dai bassi strati dai moti ascensionali, la “Cellula temporalesca” è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento prodotte dai “downbursts” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni). Nel caso di ieri gli elevatissimi valori cape hanno giocato un ruolo fondamentale nel far scoppiare diversi sistemi convettivi a mesoscala che hanno assunto le tipiche caratteristiche di “bow echos”. Ossia i tipici temporali associati a “Squall Line” che durante la loro evoluzione assumono la forma di un arco. Questi sistemi temporaleschi, evolvendosi perfettamente in linea retta, possono dare origine a violentissimi temporali, con potenti “downbursts”, e occasionali trombe d’aria, causando gravi danni.

E proprio quello che successo ieri nell’Oblast’ di Kirov e in alcune aree del nord del Kazakistan (in particolare sulla città di Semej), dove nella tarda serata di ieri, i fortissimi moti convettivi prodotti dallo sconfinamento del ramo principale del “getto polare” sopra l’onda di calore, da giorni stazionante sopra i bassopiani della Russia europea, hanno fatto scoppiare diversi sistemi temporaleschi a mesoscala che hanno presentato al loro interno i cosiddetti “bow echos”, temporali associati a “Squall Line” che assumono la classica forma di un arco, e dove si manifestano, spesso davanti il muro che precede i forti rovesci di pioggia, violentissimi “downbursts”. Uno di questi ha colpito l’area attorno la città di Kirov, dove il temporale è stato preceduto da forti raffiche di vento che hanno sradicato diversi alberi e creato non pochi disagi, soprattutto al traffico stradale e aeroportuale. La “Squall Line”, che ha assunto la caratteristica di “bow echo”, ha attraversato si è poi spostata verso est, interessando gli Oblast’ limitrofi, con forti rovesci e temporali di moderata e forte intensità.
Nei prossimi giorni sia la Russia orientale che parte del Kazakistan e il settore più occidentale del bassopiano della Siberia occidentale rischiano di essere colpiti da nuovi violenti fenomeni temporaleschi, per via dell’afflusso in quota, sopra la Russia europea, di masse d’aria più fredde che inaspriranno sensibilmente il “gradiente termico verticale”, favorendo il potenziale scoppio di temporali di moderata o forte intensità. Soprattutto sul settore più orientale della Russia europea, lungo il margine occidentale e settentrionale del promontorio anticiclonico di blocco in fase di spostamento verso il bassopiano della Siberia occidentale.


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