Alimenti, grassi vegetali: la palma soddisfa il 40% della domanda globale

MeteoWeb

Perchè l’olio di palma è così utilizzato? Ebbene davanti ad un aumento della domanda globale di olii e grassi vegetali, la palma da olio risulta essere la piantagione che ha una resa maggiore rispetto alle altre da cui poter ricavare la sostanza oleosa

La domanda di olii e grassi vegetali è in continuo aumento da oltre dieci anni, a un tasso medio del 5% annuo. La palma da olio contribuisce in maniera significativa a soddisfare la domanda globale di olio, garantendo una quota pari al 40% dei consumi mondiali. Perché? Perché in confronto ad altre colture oleaginose, la palma da olio è quella che consente la maggiore resa per ettaro, superando da quattro a dieci volte altre colture quali colza, girasole e soia. La sua coltivazione occupa il 7% della superficie agricola dedicata a colture di oli vegetali, percentuale inferiore alla quota dedicata alla soia (61%), alla colza (18%) e al girasole (14%). E’ coltivato esclusivamente in regioni tropicali umide. Oggi la maggior parte della produzione proviene da due paesi, Indonesia e Malesia, che insieme rappresentano l’87% della fornitura mondiale. Si stima che ci siano 25 milioni di indonesiani che vivono indirettamente grazie alla coltivazione dell’olio di palma. L’Italia è il secondo importatore continentale di olio di palma dopo i Paesi Bassi con 1,7 milioni di tonnellate nel 2014, il 19% in più rispetto all’anno precedente.

palmaolioCirca due terzi dell’olio di palma importato nel nostro Paese è impiegato nella produzione di energia (biocarburanti, utilizzo come combustibile in centrali a biomasse), mentre la percentuale rimanente è utilizzata dall’industria alimentare (21%, secondo stime Aidepi), dall’industria dei cosmetici e dei prodotti per l’igiene domestica e nella produzione di mangimi animali. Ma quanto olio di palma consumiamo? Alla domanda, cerca di rispondere l’Eufic (European Food Information Council): a livello europeo, non sembrano esistere dati sul consumo di olio di palma, mentre in Francia il consumo attuale di olio di palma è stimato intorno ai 5,5 grammi per persona al giorno o 2 kg per persona all’anno (sulla base di ”disappearance data” che indicano un equilibrio ipotetico tra l’importazione e l’esportazione di prodotti finiti contenti olio di palma. L’assunzione effettiva è probabilmente inferiore).

olio_palma_produzione_mondialeCiò rappresenta circa il 6% del consumo totale di grassi nella popolazione adulta francese tra i 18 e i 79 anni: valore considerato basso. La stima equivale a un consumo di acidi grassi saturi provenienti da olio di palma di circa 2,7 grammi per persona al giorno. Per una persona con un fabbisogno energetico giornaliero di 2000 kcal, si raccomanda che l’assunzione di grassi saturi non superi i 20 grammi al giorno. Recenti picchi sul consumo di olio di palma riportati in alcuni Rapporti sono legati alla graduale eliminazione di oli vegetali parzialmente idrogenati, fonti di grassi trans indesiderati (è da notare che oli completamente idrogenati non contengono alcun grasso trans).

olio_palma1L’Eufic affronta anche la questione salute, sottolineando che “non ci sono problemi di salute specifici legati all’utilizzo dell’olio di palma” e che “superare le quantità raccomandate per i grassi saturi, provenienti da qualsiasi tipo di fonte, non sembrerebbe comunque auspicabile”. L’olio di palma contiene 50% di grassi saturi, una percentuale buona rispetto al contenuto di altri grassi di simile applicazione: cocco (92%), semi di palma (84%), burro (66%), burro di cacao (62%) e sego (54%). Inoltre, la sostituzione degli oli vegetali parzialmente idrogenati con l’olio di palma riduce il contenuto di grassi trans negli alimenti che contengono gli oli vegetali. Sia i grassi saturi che quelli trans possono alzare i livelli di Ldl (colesterolo cattivo). Tuttavia, a differenza dei grassi saturi, i grassi trans possono anche portare a una diminuzione dell’Hdl (colesterolo buono) e a un innalzamento dei livelli di trigliceridi nel sangue. Nel complesso, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) raccomanda che l’assunzione di grassi saturi e grassi trans sia la più bassa possibile.