Ambiente: dagli oceani più acidi gravi conseguenze sul fitoplancton

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Gli scienziati sottolineano come i cambiamenti nel fitoplancton possano influenzare non solo la catena alimentare, ma anche il ciclo del carbonio

Gli oceani piu’ acidi potrebbero provocare cambiamenti importanti su abbondanza e diffusione del fitoplancton, con ricadute anche sulla catena alimentare. L’allarme arriva da una ricerca condotta dal Mit e dall’universita’ dell’Alabama, e pubblicata su Nature Climate Change: sottolinea come i crescenti livelli di acidificazione causati dal riscaldamento globale, uniti all’impatto di altri cambiamenti climatici, entro il 2100 causeranno la morte di alcuni plancton e stimoleranno la fioritura di altri, alterando cosi’ l’equilibrio di questi organismi nei mari. Gli studiosi sottolineano come il ph degli oceani sia sceso dalla media di 8,2 dei livelli preindustriali ai 8,1 di oggi, ma entro la fine del secolo potrebbe crollare a 7,8. “Il fatto che ci siano cosi’ tanti cambiamenti possibili, a cui il plancton risponde in modo differente – ha spiegato Stephanie Dutkiewicz, ricercatrice del MIT – significa che potrebbero esserci cambiamenti abbastanza traumatici nelle comunita’ nel corso del 21/esimo secolo”. Gli scienziati sottolineano come i cambiamenti nel plancton possano influenzare non solo la catena alimentare, ma anche il ciclo del carbonio. Entro il 2100, avvertono infine gli studiosi, la composizione locale degli oceani potrebbe anche essere diversa a causa del riscaldamento: i ricercatori Usa prevedono che molte specie di plancton si sposteranno verso i poli, con importanti ripercussioni sulle comunita’ marine che ora si trovano in determinate aree.