“C’è un’attenzione notevole del mondo internazionale scientifico, come dimostra la diversa nazionalità di provenienza dei ricercatori che hanno studiato il dentino”
“Non ci sono dubbi sulla datazione, il dentino da latte trovato qui a Isernia apparteneva a un bimbo di tre o quattro anni vissuto 600.000 anni fa”. Lo ha detto il Prof. Carlo Peretto, docente dell’Universita’ di Ferrara a capo di un team di esperti che ha studiato uno dei piu’ antichi reperti al mondo portato alla luce nella primavera del 2014, durante una campagna di scavo nel sito paleolitico ‘La Pineta’. Dopo un anno di esami, analisi e studi morfologici nei laboratori di Ferrara, oggi per la prima volta Peretto, in conferenza stampa, ha parlato del dentino. E’ un primo incisivo superiore sinistro che conserva la radice e appartiene all’Homo Heidelbergensis. “Il ritrovamento – ha detto Peretto a margine della conferenza – apre una possibilita’ di confronto e di studio maggiore, nazionale ed europea, su chi era qui l’uomo a Isernia. C’e’ un’attenzione notevole del mondo internazionale scientifico, come dimostra la diversa nazionalita’ di provenienza dei ricercatori che hanno studiato il dentino”. Il sito ‘La Pineta’ e’ oggetto di indagine archeologica dagli anni ’70. Erano emerse tracce della presenza dell’uomo preistorico, come accampamenti e strumenti per la macellazione, mai prima del dentino erano stati trovati resti umani. “In qualsiasi altro sito – ancora Peretto – sarebbe andato perduto un reperto cosi’ piccolo. Noi lo abbiamo salvato grazie al lavoro certosino che si compie durante le campagne di scavo. Utilizziamo un setaccio con maglie di mezzo centimetro”. Peretto ha annunciato che “il dentino in tempi certi e ragionevoli tornera’ a Isernia, ma difficilmente potra’ essere esposto l’originale in una teca del Museo Paleolitico. E’ delicato e va preservato in un ambiente sotto chiave”.


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