Calabria, il cemento divora la costa: dal 1988 spariti 11 km

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Il 65% delle coste calabresi sono urbanizzate sia in modo legale che abusivo: a Reggio Calabria spetta il numero più alto di ordinanze di demolizioni passate in giudicato, ed intanto le coste continuano a scomparire

Il 65 per cento del paesaggio costiero calabrese non sara’ mai piu’ lo stesso, 56 chilometri di costa alterati in maniera irreversibile, dal 1988 al 2011 sono spariti, consumati, 11 chilometri di costa soprattutto sul Tirreno. E’ la fotografia scattata da Legambiente sullo stato delle aree costiere della Calabria. Su un totale di 798 chilometri di coste, oggi 523 chilometri (il 65%) della costa calabra sono urbanizzati in maniera legale e abusiva.

erosioneIn particolare, 56,8 chilometri risultano occupati da infrastrutture viarie e portuali, 205,5 dai centri urbani principali, 261 trasformati da una urbanizzazione poco densa ma diffusa lungo la linea di costa. In pratica, per ora si salvano, ma sempre a rischio cementificazione, 119 chilometri di suoli agricoli e 156 di natura inalterata. Tre le questioni aperte, secondo Legambiente: un sistema di portualita’ “dissennata”, gli interventi delle varie amministrazioni “realizzate senza una logica complessiva”, e gli insediamenti abusivi o della cosiddetta illegalita’ autorizzata. A Reggio Calabria spetta il numero piu’ alto di ordinanze di demolizioni passate in giudicato, circa tremila, ma nessuna ancora eseguita.