Caldo, grande sofferenza per i ghiacciai alpini: lo “zero termico” sulle Alpi “vola” ad oltre i 4.500 metri

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Il caldo molto intenso sta mettendo in crisi i ghiacciai alpini: zero termico oltre i 4.500 metri

L’intensa ondata di calore che da diversi giorni sta tenendo sotto assedio l’intera penisola italiana, purtroppo non sta risparmiando neppure la Svizzera, l’Austria e buona parte delle Alpi, dove da molti giorni si continuano a registrare valori termici molto elevati. In alcune località svizzere si sono archiviate temperature massime quasi prossime ai rispettivi record assoluti detenuti dall’estate del 2003. Il caldo anomalo si avverte pure in alta quota. Basta dare un’occhiata all’altezza dello “zero termico”, ormai permanentemente sopra i 4000 metri.

Molti ghiacciai sono già in drastica ritirata dopo il gran caldo di questi giorni
Molti ghiacciai sono già in drastica ritirata dopo il gran caldo di questi giorni

E nei prossimi giorni la persistenza di questa enorme bolla di aria calda stagnante sotto la superficie della campana anticiclonica potrebbe determinare un ulteriore risalita verso l’alto della quota dello “zero termico”, mettendo a dura prova la resistenza di gran parte dei ghiacciai alpini. La forte impennata dei valori termici in alta quota è da attribuire alla risalita di una grossa bolla di aria molto calda e secca che dal Sahara algerino, seguendo la circolazione anticiclonica stagnante sul Mediterraneo centrale, si spinge sino alla MittelEuropa, scavalcando l’arco alpino tramite una debole ventilazione dai quadranti meridionali. Le masse d’aria calda sub-tropicale, pilotate dal robusto anticiclone dinamico africano disteso sul Mediterraneo, hanno invaso totalmente la media troposfera (come conferma l’altezza del geopotenziale sopra la regione alpina). Il notevole accumulo di calore ha determinato questa drastica risalita delle “zero termico”, ben oltre la quota dei 4000 metri lungo l’arco alpino, specie sul settore centro-occidentale.

21Ciò spiega pure il sensibile aumento dei geopotenziali alla quota di 500 hpa che hanno sfondato il muro dei 590 Dam. Il caldo intenso persisterà anche per i prossimi giorni visto l’insistenza di una situazione barica di blocco che si è instaurata sul vecchio continente, con la presenza di una vasta saccatura oceanica che dal nord Atlantico, sede di una ampia circolazione ciclonica ben strutturata in quota, si distende fino ai settori più occidentali europei, fra Portogallo e Spagna. Tale configurazione favorirà la stagnazione del robusto campo anticiclonico sub-tropicale fra Italia, Balcani e parte della MittelEuropa più meridionale fino a fine mese, con prevalenti condizioni di tempo stabile e soleggiato e temperature attese in ulteriore incremento per l’azione costante delle “Subsidenze atmosferiche”, dell’insolazione diurna e del mancato rimescolamento delle masse d‘aria nei medi e bassi strati.

Ghiacciaio_dei_Forni_dal_MantovaPer i tanti nevai e ghiacciai alpini queste saranno delle giornate davvero durissime, di grande sofferenza. Le elevate temperature che si stanno registrando in quota, con valori largamente positivi, stanno agevolando una semi/fusione di molti ghiacciai. I nemici numeri uno dei ghiacciai sono proprio il soleggiamento prolungato unito alle alte temperature in quota, elementi che purtroppo condizioneranno l’intera settimana. In queste situazioni termicamente estreme i ghiacciai perdono gran parte della loro copertura, perdendo una parte consistente della propria massa che li lascia nudi, e maggiormente vulnerabili ai raggi solari. Purtroppo non è ancora finita, anzi il peggio verrà proprio in questi giorni. Per buona parte dei ghiacciai alpini la prova più dura si dovrebbe superare durante il prossimo weekend.

1139b3dcf38_580_0Poi anche se a fine mese si potrebbe verificare un calo termico (o meglio una attenuazione del caldo) il sole e le temperature molto elevate continueranno a causare non pochi problemi per la tenuta dei nevai. Certo il paragone con la tremenda stagione estiva del 2003, quando sul Plateau Rosa si verificarono delle piogge con ben +11°C, ancora non regge, ma ciò però non basta a far abbassare l’attenzione su una situazione che presenta numerose criticità. Ormai non ci resta che attendere fino a fine mese per ulteriori analisi più approfondite sullo stato di forma dei ghiacciai alpini.