Caldo, i consigli per gli sportivi: all’aperto solo di mattina e bere tanto

Il gran caldo che non dà tregua all’Italia, mette a dura prova anche gli sportivi, dai professionisti a ‘corridori della domenica’, combattuti fra la voglia di non rinunciare all’allenamento all’aperto e gli effetti di queste temperature proibitive. Per chi proprio non vuole appendere le scarpette al chiodo aspettando che l’afa dia tregua, la raccomandazione è “fare sport prima delle 9 o dopo le 19, quando l’aria è un po’ più fresca“, afferma Piero Volpi, responsabile di Ortopedia del ginocchio e traumatologia dello sport dell’ospedale Humanitas. Importante anche l’abbigliamento, “traspirante e non eccessivamente aderente, che faccia respirare la pelle“. “La regola aurea per ogni sportivo, a ogni livello e con qualsiasi clima – prosegue l’esperto – è bere. In estate, con il caldo africano, ancora di più: bere spesso, fermarsi, rifiatare e a fine allenamento integrare acqua e sali minerali“. L’idratazione, infatti, “è fondamentale per il bilancio idrico dell’organismo: si perdono elettroliti, coinvolti in diverse funzioni biologiche, che devono essere reintegrati. In estate – spiega – va benissimo anche uno spuntino a base di frutta dopo aver fatto attività fisica“. “Per alcune discipline che richiedono uno sforzo prolungato, dalla corsa al ciclismo al tennis, è bene consumare qualcosa anche durante la performance, magari ricorrendo a integratori che coprano anche la componente glicemica“, consiglia Volpi.

Il caldo e l’umidità non fanno altro che pregiudicare le performance degli atleti. Anche gli allenamenti, ad esempio delle squadre di calcio, sono programmati nelle prime ore della mattina o al tramonto“, ricorda Volpi. Anche “l’organizzazione delle competizioni internazionali dovrebbe tener conto di questi fattori: come dimenticare la finale dei mondiali di calcio Usa ’94 tra Italia e Brasile giocata a Los Angeles con temperature oltre i 35 gradi e un altissimo tasso di umidità?” Chi fa sport a livello amatoriale può preferire, quando la colonnina di mercurio si impenna, di allenarsi in un impianto sportivo. “Naturalmente muoversi e correre in un ambiente climatizzato è tutt’altra cosa che farlo all’aperto. Ma non per questo – sottolinea – bisogna sorvolare sulle regole generali di idratazione che valgono sempre“. Un’alternativa potrebbero essere gli sport acquatici, facendo attenzione alla temperatura dell’acqua che risente del gran caldo. Pochi giorni fa la campionessa di nuoto Federica Pellegrini sul suo profilo Twitter ha manifestato disappunto per i 30 gradi nella vasca in cui si è allenata: “è indubbio che con questo caldo l’acqua rinfresca, basti pensare a quanti accessi in piscina ci sono in questi giorni. Ma la temperatura dell’acqua dev’essere quella giusta, in particolare per quegli atleti che passano ‘a mollo’ molte ore della giornata. Anche pochi gradi in più fanno la differenza e costringono gli sportivi a fare uno sforzo maggiore“, conclude lo specialista.