Caldo: il clima cambia, cicli produttivi sempre più anticipati

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L’aumento progressivo delle temperature negli ultimi 20 anni ha stravolto i normali cicli di maturazione delle colture italiane: al Sud, si arriva a raccogliere la produzione anche 20 giorni prima della norma

I cambiamenti climatici modificano i tempi dell’agricoltura, con cicli produttivi sempre più anticipati. Lo sottolinea la Confederazione italiana agricoltori, secondo cui “le temperature africane di questo periodo, che stanno creando problemi sui campi e perdite agli agricoltori, rientrano in una questione più ampia: negli ultimi vent’anni il progressivo aumento delle temperature ha cambiato il calendario delle nostre campagne, soprattutto al Sud dove si raccoglie anche 20 giorni prima. E preoccupa anche la scarsità delle risorse idriche”. “Non solo pomodori, pesche e nettarine – spiega la Cia – ma anche mais e uva: i cambiamenti climatici, con il progressivo aumento delle temperature e dei periodi di siccità, hanno effetti diretti sulle colture. E sempre più spesso stravolgono i calendari classici dell’agricoltura italiana”. “Non si tratta solo di cali di resa – secondo gli agricoltori – ma di cicli di produzione che si sono ridotti e anticipati. In vent’anni ci sono stati cambiamenti significativi nell’anticipazione della raccolta”. In particolare, “nella stagione estiva, rispetto al trentennio 1960-1990, i cicli vegetativi si sono anticipati mediamente di 5-10 giorni al Nord e di 7-12 giorni al Centro-sud, con punte in Sicilia di 15-20 giorni. E a risentirne di più sono proprio le coltivazioni dell’estate piena, con riduzioni e anticipazioni importanti, ad esempio per uva da tavola e pesche. E uno spostamento costante c’è anche sulla vendemmia e sulla raccolta delle olive”.