Caldo, l’allarme degli agricoltori veneti: colture a rischio per la siccità

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Il gran caldo di Caronte di questi giorni ha messo in ginocchio gli agricoltori della regione Veneto: le piante soffocano a causa delle alte temperature che non diminuiscono neanche durante le ore notturne

Non solo le settimane di caldo rovente, ma anche e soprattutto la siccita’ stanno mettendo a rischio le colture: e’ l’allarme lanciato da Confagricoltura Veneto. “Ormai e’ quasi diventata una regola: siamo di fronte a fenomeni sempre piu’ estremi – afferma il presidente di Confagricoltura Veneto Lorenzo Nicoli – settimane senza che cada una goccia d’acqua e poi eventi atmosferici pesantissimi che travolgono tutto. Per gli agricoltori operare in queste situazioni meteorologiche estreme diventa sempre piu’ difficile”. Il gran caldo di Caronte, con temperature che sfiorano i 40 gradi quasi costantemente, ha aggiunto altri rischi con effetti che saranno quantificabili soltanto nelle prossime settimane. Per ora si parla perfino di “scottature delle piante” o comunque di “aloni” dovuti al gran caldo e all’assenza di pioggia. “Di norma sopra i 40 gradi si chiudono gli stomi – sottolinea Nicoli – e la pianta quindi ‘si ferma’. Se anche di notte le temperature poi non scendono e il fenomeno dura piu’ giorni, la pianta va in stress, cio’ vale per il mais ed anche per altre colture”. Gli stomi sono le cellule della superficie delle piante che permettono la respirazione, molti fattori ambientali ed atmosferici interferiscono con il delicato sistema di respirazione dei vegetali. La chiusura della stoma e’ frequente in condizioni di temperatura elevata poiche’ in questo modo la pianta cerca di evitare dispersioni di acqua; questo stesso fenomeno pero’ impedisce contemporaneamente il passaggio di ossigeno e anidride carbonica, ostacolando la fotosintesi clorofilliana. Per questo motivo molte piante non sono in grado di sopravvivere in climi molto secchi o caldi.