“Abbiamo visto molti cambiamenti. Il livello del mare sta salendo, e ciò sta provocando delle conseguenze sulla nazione”
Molte delle persone che vivono nel villaggio costiero di Takara, nell’isola di Efate (Vanuatu) ritengono che il ciclone che ha investito l’arcipelago a marzo è stato solo l’ultimo e più drammatico segnale dei cambiamenti climatici. La popolazione sta ora considerando la possibilità di ricostruire l’intera comunità più in alto, al riparo nell’entroterra, spostando circa 200 persone di 300 metri. Il ciclone Pam ha colpito le Vanuatu quattro mesi fa, spazzando le isole a 270 km/h, uccidendo 11 persone e colpendone altre 180.000 a causa di danni alle abitazioni e all’agricoltura: “Abbiamo visto molti cambiamenti. Il livello del mare sta salendo, e ciò sta provocando delle conseguenze sulla nazione,” spiega il presidente Baldwin Lonsdale all’Associated Press. “L’impatto dei cambiamenti climatici nelle Vanuatu è reale.”

Alcune zone dell’arcipelago si trovano al di sotto del livello del mare ed iniziano a vedere i segni visibili dell’innalzamento del livello, mentre la Terra si riscalda e le calotte polari si sciolgono. Gli oceani si sono innalzati di circa 7 cm dal 1992 (secondo quanto reso noto dal NOAA) e si prevede che nei prossimi anni il fenomeno proseguirà ad un ritmo più veloce. Secondo Debarati Guha-Sapir, docente alla University of Louvain School of Public Health di Bruxelles, è probabile un aumento delle inondazioni catastrofiche negli anni a venire e le persone devono essere preparate.
Se Takara dovesse spostarsi nell’entroterra, non sarebbe il primo caso nella storia: circa dieci anni fa, dozzine di persone dell’isola di Tegua (Vanuatu) hanno traslocato in quella che è stata definito dalle Nazioni Unite uno dei primi casi di spostamento innescato dal riscaldamento globale.


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