Clima: Exxon sapeva dei cambiamenti dal 1981

Ciò nonostante l’azienda ha speso centinaia di milioni, nei 27 anni successivi, per promuovere la campagna “negazionista”

Exxon conosceva il pericolo dei cambiamenti climatici fin dal 1981, vale a dire 7 anni prima che della questione si cominciasse a parlare pubblicamente. Il quotidiano britannico The Guardian ha ritrovato una lettera scritta da Lenny Bernstein, un esperto del clima che ha lavorato per il gruppo petrolifero per 30 anni, nella quale vengono espresse gravi preoccupazioni sulle alte concentrazioni di anidride carbonica (Co2). Ciò nonostante l’azienda ha speso centinaia di milioni, nei 27 anni successivi, per promuovere la campagna “negazionista”. “Exxon ha cominciato ad occuparsi di cambiamenti climatici nel 1981 perché stava tentando di sviluppare i giacimenti di gas Natuna in Indonesia”, scriveva Lenny Bernstein in una e-mail. “Questa è una riserva immensa di gas naturali, composti però al 70% da CO2”, vale a dire biossido di carbonio, la causa principale dell’innalzamento delle temperature. Sette anni prima di qualsiasi altra azienda del settore e dell’opinone pubblica la Exxon quindi prese in considerazione il rischio di riscaldamento globale, tanto da inserirlo nei suoi calcoli economici per lo sviluppo del giacimento fino al punto di rinunciarci: tuttavia, la sua posizione pubblica per i 27 anni successivi fu di negare i cambiamenti climatici. La decisione di non sfruttare il giacimento sarebbe infatti stata dovuta non alla preoccupazione per le conseguenze sul clima, ma alla previsione di una “carbon tax” in un futuro più o meno lontano, tale da non rendere conveniente un’operazione commerciale il cui ciclo operativo sarebbe stato compreso fra i cinquanta e i cento anni.