Ebola: commessi “molti errori a livello locale e internazionale”

“Ci sono stati molti errori a livello locale, nei paesi colpiti, ed internazionale nella risposta al diffondersi di ebola”

Il Prof. Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani insieme ai colleghi, tra i maggiori esperti europei di malattie infettive, non fa sconti a nessuno: “Ci sono stati molti errori a livello locale, nei paesi colpiti, ed internazionale nella risposta al diffondersi di ebola. Anche se alcuni interventi sono stati immediati ed efficaci, perche’ frutto di lungimiranza e di un coordinamento a supporto della sanita’ pubblica, come l’invio dei laboratori del consorzio europeo. La ricerca traslazionale e’ stata fortemente penalizzata a causa di infrastrutture inadeguate”. Il nostro esperto nel commento pubblicato su The Lancet Infectious Diseases mette il dito in tutte quelle piaghe che hanno consentito ad ebola di uccidere piu’ di 11.200 persone. Da questo quadro, frutto della recente esperienza di ebola, lancia una proposta innovativa per un progetto di lavoro Europa-Africa che riunisca i massimi esperti al fine di lavorare sulle nuove e ri-emergenti malattie infettive. Nulla deve essere lasciato al caso: prevenzione, diagnosi, gestione clinica e controllo epidemico, e soprattutto la ricerca traslazionale in fase di epidemia, devono essere sotto la diretta sorveglianza delle piu’ importanti reti europee dotate di tutti i sistemi di biosicurezza e con la massima collaborazione delle istituzioni africane”. Cosi’ in un comunicato l’Inmi Spallanzani. “Due gli obiettivi principali: implementare rapidamente protocolli di ricerca e tradurre velocemente i risultati in azioni subito realizzabili durante le epidemie, quindi una vera ricerca traslazionale al servizio della clinica. “E’ tempo di unire le forze- conclude Ippolito nel commento appena pubblicato- di mettere insieme competenze ed esperienze scientifiche al fine di evitare duplicazioni e coinvolgere le istituzioni africane. Occorre soprattutto concentrare le risorse economiche per la costituzione di un organismo di coordinamento internazionale ed intercontinentale a salvaguardia della sicurezza sanitaria globale che lavori su aspetti metodologici, etici e partecipativi. Solo cosi’ sara’ possibile attivare studi in modo rapido, piattaforme innovative di raccolta e gestione dati, formazione, aggiornamento e tutto cio’ che e’ necessario perche’ da un focolaio come ebola o qualunque altra malattia infettiva non si sviluppi un epidemia”, conclude l’Inmi Spallanzani.