Teti è per gran parte immersa nell’oscurità come una luna crescente
Un gigantesco “occhio” sulla fronte illuminato dal Sole: ecco Teti, una delle luna di Saturno, ritratta in versione “Polifemo” dalla sonda Cassini, frutto della missione congiunta di Nasa, Esa e Asi. L’occhio, ripreso da una distanza di 300.000 km, altro non è che il gigantesco cratere Odisseo: poco profondo e con un diametro di circa 450 km, ricopre una superficie che è grande quanto l’Africa. Nel ritratto di Cassini, il cratere appare ben evidente anche per via della struttura e della composizione del suolo, che lo differenziano dall’area circostante. Il cratere è infatti l’impronta lasciata da un enorme impatto, uno dei tanti che hanno plasmato la superficie ghiacciata di questo satellite: oltre ad Odisseo c’è anche un secondo grande cratere, chiamato Telemo, e un’altra cinquantina di crateri minori disseminati qua e là sulla superficie. Nessuno di questi risulta però visibile nell’immagine di Cassini, dove Teti è per gran parte immersa nell’oscurità come una luna crescente: oltre allo spicchio di sinistra illuminato da Sole, risulta essere leggermente visibile anche il margine destro del satellite per via della luce riflessa da Saturno.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?