Fisica delle particelle: duro colpo alla “teoria della supersimmetria”

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Un nuovo studio sulla fisica delle particelle, reso possibile dal Large Hadron Collider (Lhc), è stato pubblicato dalla rivista Nature Physics

Il Cern di Ginevra ha dato un duro colpo alla teoria della “supersimmetria”, che punta a colmare le lacune del Modello Standard. Un nuovo studio sulla fisica delle particelle, reso possibile dal Large Hadron Collider (Lhc), è stato pubblicato dalla rivista Nature Physics. I ricercatori del Cern hanno potuto osservare il meccanismo estremamente raro di trasformazione di un quark “bottom” in un quark “up”. Questa trasformazione ha avuto luogo esattamente nei termini previsti dal Modello Standard.
I quark fanno parte delle particelle elementari della materia e sono classificati in sei tipi: up, down, charm, top, strange e bottom. Sono i blocchi che costituiscono neutroni e protoni, che a loro volta compongono l’atomo.
Tentativi precedenti di trasformazione dei quark “bottom” avevano avuto risultati contraddittori e sembravano necessitare di una teoria complementare, cioè quella della “supersimmetria“.
Il Modello Standard, elaborato a inizio anni ’70, integra le conoscenze attuali sulla fisica delle particelle e sulle forze fondamentali. Ma non spiega l’esistenza della materia oscura o della dark energy, che formano il 95 per cento dell’Universo.
Questo modello non permette neanche di comprendere la gravità o la teoria generale della relatività enunciata da Einstein. Per colmare queste lacune, è stata sviluppatas la supersimmetria, la quale postula che ogni particella del Modello Standard ha una particella partner, supersimmetrica. Tuttavia lo studio fatto con l’Lhc non ha mostrato traccia di particelle supersimmetriche.
Secondo Guy Wilkinson, capofila dell’esperimento, i risultati sono “del tutto compatibili col Modello Standard e non implicano la necessità di una teoria alternativa”. Tuttavia, Wilkinson ritiene anche che sia “troppo presto” per sotterrare la supersimmetria.