Il Traforo del Monte Bianco compie 50 anni

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Sono 11,6 i km del Traforo del Monte bianco, con 37 luoghi sicuri pressurizzati collegati a una galleria di soccorso, 156 telecamere poste ogni 100 metri, 50 e 70 km/h la velocità minima e massima da rispettare, 150 i metri che devono separare i veicoli in transito

“Pensieri, Storie, Visioni e Racconti”. A 50 anni dall’apertura al traffico del Traforo del Monte Bianco (avvenne il 16 luglio del 1965 l’incontro a Courmayer tra i Presidenti di Italia e Francia Giuseppe Saragat e Charles de Gaulle per l’inaugurazione ufficiale), in Val d’Aosta una giornata speciale organizzata dalla Società Italiana Traforo del Monte Bianco, che fa parte del Gruppo Autostrade per l’Italia, celebra l’anniversario di questa complessa infrastruttura nata dalle lungimiranti visioni di pionieri dell’Europa, dalla sfida di progettisti innovativi e dal coraggio e dalla fatica di centinaia di operai e tecnici, il cui impegno in condizioni di estrema difficoltà ha contribuito ad unire non solo due Paesi – Italia e Francia – ma il Sud e il Nord del continente europeo.

LaPresse/Federico Bernini
LaPresse/Federico Bernini

Le gallerie, come i ponti, – dichiara il Presidente della Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco, Riccardo Sessacontribuiscono ad annullare gli ostacoli che si frappongono all’incontro, alla reciproca conoscenza, allo scambio di culture e alla collaborazione fra i popoli. Costruito in un’epoca in cui i Paesi sembravano maggiormente interessati a primeggiare nella gara per la conquista dello spazio interplanetario, il Traforo del Monte Bianco si pone ora come allora quale esempio della capacità e della volontà degli uomini di superare tutti gli ostacoli sulla strada della convivenza pacifica e del miglioramento delle condizioni di vita sul nostro pianeta“.
Dopo mezzo secolo di vita, il Traforo del Monte Bianco conserva dunque intatto il suo ineguagliabile valore simbolico confermando il proprio ruolo di leader nell’ambito dei grandi collegamenti transalpini europei. Ma anche la propria funzione di laboratorio permanente per la ricerca e l’applicazione dei più avanzati dispositivi di sicurezza.

LaPresse/Federico Bernini
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A distanza di 50 anni dalla sua messa in servizio – osserva l’Amministratore Delegato della SITMB, Mario Battagliail Traforo del Monte Bianco, pur conservando le caratteristiche strutturali originarie, si presenta profondamente mutato nelle dotazioni a presidio della regolarità e della sicurezza della circolazione”. Sono 11,6 i km del Traforo del Monte bianco, con 37 luoghi sicuri pressurizzati collegati a una galleria di soccorso, 156 telecamere poste ogni 100 metri che si aggiungono alle 33 poste all’esterno della galleria, 50 e 70 km/h la velocità minima e massima da rispettare, 150 i metri che devono separare i veicoli in transito. Oltre 1.800.000 i veicoli che ogni anno attraversano il Traforo del Monte Bianco.
Nel giorno del Traforo c’è spazio anche per l’ultima novità in materia di mobilità nell’area. Per Augusto Rollandin, Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, “se il Monte Bianco, la vetta d’Europa, è transitabile grazie al Traforo, infrastruttura che si può annoverare tra le eccellenze della tecnologia europea, da poco più di un mese è anche possibile la spettacolare traversata a 3500 metri fra i suoi ghiacci perenni grazie a un’altra opera di livello mondiale, la funivia Skyway Monte Bianco che, a ragione, è descritta come l’ottava meraviglia del mondo. Due opere audaci e avveniristiche che, oltre a esaltare la bellezza e la maestosità della montagna, ci rendono particolarmente fieri e soddisfatti“.
Il 50° anniversario, ricordano gli organizzatori, ha inoltre rappresentato l’occasione per interrogarsi sul destino di questa imponente infrastruttura che, dopo la ristrutturazione avvenuta in seguito al tragico incendio del 1999, costituisce un punto di riferimento internazionale in materia di sicurezza tra i tunnel bidirezionali a canna singola. La stessa gestione del Traforo, che da circa 15 anni è affidata unitariamente ad un organismo costituito in modo paritario dalle due Società concessionarie nazionali, il GEIE-TMB, rappresenta un’esperienza innovativa, unica in ambito europeo nel settore autostradale con circa 260 persone dei due Paesi completamente integrate ed intercambiabili.