Incendi in Gallura: dopo la grande paura inizia la conta dei danni

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Grosso dispiegamento di mezzi a terra e in aria, impegnati per ore a domare gli incendi alimentati dal forte vento di ponente-maestrale che a Olbia ha raggiunto raffiche di 60 km/h

Oltre 50 ettari di macchia mediterranea sulla Costa Corallina e 35 a San Teodoro, alcune case bruciate e centinaia di turisti evacuati nelle spiagge e allontanati dal villaggio “La Corallina” e dall’albergo “Ollastu”, nel comune di Olbia, viabilita’ rallentata per ore e tanta paura: e’ il bilancio della giornata di ieri, che ha visto la macchina antincendio in azione nel nord della Sardegna per tutta la giornata, con un grosso dispiegamento di mezzi a terra e in aria, impegnati per ore a domare le fiamme spinte dal forte vento di ponente-maestrale che a Olbia ha raggiunto raffiche di 60 chilometri orari. I nuclei investigativi di Polizia del Corpo Forestale stanno eseguendo sin da ieri i rilievi, sia a San Teodoro che nella Costa Corallina, per risalire alle cause dei roghi che sarebbero partiti entrambi da strade di facile accesso, e per questo gli Ispettorati di Nuoro e Olbia non escludono possano essere di natura dolosa. In particolare, nel rogo di Olbia le fiamme sono iniziate nei pressi del Villaggio “Le Vele”, lo stesso punto dal quale era partito anche quattro anni fa, dirigendosi velocemente verso il Villaggio “La Corallina”, dove hanno aggredito una villetta, seriamente danneggiata dalle fiamme e un’altra abitazione, ma in questo caso si sarebbe trattato di un rudere abbandonato. Sono numerose, invece, le villette lambite dalle fiamme che hanno visto divorate verande e recinzioni. Torna pressante, in questi casi, il rispetto delle prescrizioni antincendio che prevedono la pulizia di strade e terreni e la creazione di “fasce taglia fuoco” che potrebbero rallentare e fermare la corsa del fuoco. Il rogo di San Teodoro, in localita’ l’Alzoni, sarebbe invece iniziato dallo stesso posto dal quale, la notte prima, erano partite le fiamme spente dai Barracelli del Comune. Fra le persone che hanno visto danneggiate le proprie abitazioni ci sarebbe una turista toscana che aveva perso la sua prima casa in Gallura nel tragico incendio del 1989 di Porto San Paolo, dove morirono cinque persone, costruendone di recente un’altra a Costa Corallina, aggredita dalle fiamme.