L’Europa nella morsa del caldo: blackout elettrici in Francia

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Molte scuole d’Europa hanno modificato gli orari delle lezioni per non esporre bambini e ragazzi all’afa spossante

La colonnina di mercurio ha abbondantemente superato i 40 gradi nella maggior parte del Nord dell’Europa, con la morsa del caldo che ha provocato blackout in Francia e ha reso necessario distribuire gelati ai lemuri in uno zoo olandese.
La canicola, originata dalle correnti provenienti dall’Africa, continua a imperversare e le Nazioni Unite hanno avvertito che le ondate di calore diventeranno sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico. I Paesi sono stati invitati a predisporre sistemi di avvertimento (warning system) per informare le persone dei rischi.
Al bioparco Safaripark Beekse Bergen in Olanda, il personale ha già avviato le procedure di emergenza, compresi cubetti di ghiaccio per i babbuini, docce gelate per gli elefanti e gelati al gusto di carne e frutta per i lemuri.
Nell’ovest della Francia, mezzo milione di case sono rimaste senza energia elettrica durante la notte, dopo che l’ondata di calore proveniente dalla Spagna ha raggiunto il Paese. Un altro blackout ha interessato la regione di Vannes, privando 100mila abitazioni dell’elettricità.
caldoMolte scuole d’Europa hanno modificato gli orari delle lezioni per non esporre bambini e ragazzi all’afa spossante. In Olanda il Feyenoord, squadra di Rotterdam, ha modificato gli orari di allenamento per lo stesso motivo. Nel centro di Londra, sono state prese d’assalto nel centro di Londra le fontanelle; la stampa britannica ha segnalato il primo morto per l’ondata di calore in Gran Bretagna, dove un padre è annegato mentre cercava di salvare la figlia in un fiume nella regione della Cumbria. Il Consiglio dei musulmani di Gran Bretagna ha invitato le persone che digiunano per il Ramadan a prestare la massima attenzione, ricordando che le persone più deboli e vulnerabili sono autorizzate a interrompere il digiuno in condizioni estreme. La più grave ondata di calore recente, nel 2003, causò 70mila morti in Europa, in particolare tra anziani, ammalati e giovani.