Medicina: 150 anni fa le prime protesi, un calzolaio inglese aiutò 15mila pazienti

Si chiamava James Gillingham ed è ricordato come l’artigiano delle protesi in cuoio: con la sua geniale idea aprì la strada ad una rivoluzione sociale, quella di regalare la normalità a chi ha perso una parte del corpo

Sono passati 150 anni da quando un geniale calzolaio inglese, James Gillingham, decise di ridare la speranza ad un uomo che aveva perso un braccio per una cannonata. Lo fece con una protesi dell’arto in cuoio realizzata a mano. La prima di migliaia – secondo una stima circa 15 mila fino al 1910 – che ora sono tornate alla luce grazie alle foto scattate dallo stesso Gillingham (soprannominano ‘The Leather Leg’). Le immagini in bianco e nero raccontano l’incredibile lavoro di questo artigiano davvero speciale. I suoi dispositivi furono anche al centro – riporta il ‘Daily Mail’ – di una pubblicazione scientifica apparsa nel 1866 su ‘Lancet’, in cui le protesi in cuoio era descritte come ‘robuste, leggere e affidabili nel tempo’. Gillingham per creare una protesi dell’arto personalizzata sul fisico del paziente-cliente impiegava circa 10 giorni. Il calzolaio morì nel 1924 quando ormai il suo piccolo laboratorio era diventato una realtà imprenditoriale importante, sopratutto con i tanti reduci della prima Guerra Mondiale, con il marchio ‘made in Chard’, la sua città d’origine in Grann Bretagna. L’azienda è rimasta in attività passando al figlio e al nipote fino agli anni ’60, quando ha chiuso i battenti. Forse oggi Gillingham avrebbe trovato nella stampa 3D di parti di osso e nei materiali ‘hi tech’ dei grandi alleati per far tornare a camminare tante persone.