Mers: vaccino sempre più vicino, positivi i primi test sugli animali

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Gli esiti delle prime sperimentazioni di un potenziale vaccino che possa debellare il coronavirus Mers, sono stati condotti su topi e macachi con risposte positive, ma gli esperti avvertono: la strada per un vaccino per l’uomo è ancora molto lunga

Nuovo passo avanti nello sviluppo del primo vaccino contro la Mers, la sindrome respiratoria mediorientale che dal 2012 ad oggi ha colpito 1.300 persone nel mondo uccidendone 500. Ad accendere le speranze sono i primi risultati positivi ottenuti sugli animali con un nuovo preparato messo a punto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) dei National Institutes of Health (Nih) americani. Gli esiti della sperimentazione, condotta su topi e macachi, sono descritti su Nature Communications. Questa e’ la prima volta che un vaccino si dimostra efficace contro la Mers nei primati nostri ‘cugini’. Nonostante questo importante risultato, i ricercatori frenano gli entusiasmi sottolineando che la strada per ottenere un vaccino per l’uomo e’ ancora molto lunga. Bisogna infatti ricordare che la Mers nei macachi si sviluppa in maniera meno aggressiva, quindi non e’ detto che lo stesso vaccino che ha funzionato per loro possa essere usato anche sull’uomo. Oltre alla reale efficacia del preparato, poi, resta ancora da dimostrare la sicurezza del suo impiego sull’uomo. Il vaccino inoculato negli animali contiene il Dna con due ‘libretti di istruzioni’: uno per la produzione di una proteina chiave con cui il virus ‘aggancia’ la cellula da infettare, ed un secondo con le istruzioni genetiche per un’altra proteina virale troncata. La vaccinazione ha indotto nei topi la produzione di una varieta’ di anticorpi diretti contro diversi ceppi del coronavirus della Mers, mentre nei macachi ha conferito protezione contro i danni polmonari della malattia.