I dati sono stati acquisiti dalla sonda New Horizons il 14 luglio e trasmessi a Terra due giorni dopo, il 16 luglio
Avvicinandosi al “cuore” di Plutone, nell’area sudoccidentale di quella che gli scienziati della missione hanno informalmente soprannominato Tombaugh Regio (Regione di Tombaugh, in onore di Clyde Tombaugh, che scoprì il corpo celeste nel 1930), New Horizons ha rivelato la presenza di ghiaccio di monossido di carbonio. I contorni indicano che la concentrazione di monossido di carbonio ghiacciato aumenta verso il centro. I dati sono stati acquisiti dalla sonda il 14 luglio e trasmessi a Terra due giorni dopo, il 16 luglio.

Proprio nella Tombaugh Regio, un nuovo primo piano di Plutone, scattato a 77.000 km di distanza, rivela una vasta pianura, senza crateri, che sembra avere non più di 100 milioni di anni ed è possibile che vi siano ancora in corso processi geologici.
“Questo terreno non è facile da spiegare,” ha dichiarato Jeff Moore, a capo del New Horizons Geology, Geophysics and Imaging Team (GGI) alla NASA. “La scoperta di pianure vaste, senza crateri e molto giovani supera tutte le nostre aspettative precedenti al flyby.”

Questa affascinante regione, composta da pianure ghiacciate, è stata informalmente soprannominata “Sputnik Planum” (Pianura di Sputnik) in onore del primo satellite artificiale della Terra. Sulla sua superficie si possono individuare segmenti con forme irregolari di circa 20 km di lunghezza, delimitate da quelle che sembrano essere depressioni superficiali: alcune di queste sembrano essere caratterizzate da materiale scuro, mentre alcune da gruppi di colline che sembrano innalzarsi dal terreno. Altrove, la superficie è segnata da piccole buche che potrebbero essersi formate per un processo di sublimazione che, anche sulla Terra, trasforma il ghiaccio direttamente in gas.
Le ipotesi degli scienziati sono due: le forme irregolari potrebbero essere il risultato della contrazione dei materiali superficiali, qualcosa di simile a quanto accade quando il fango si secca. Oppure, potrebbe essere il prodotto di convezione, come quello che accade in una “lampada lava”.
Le pianure ghiacciate di Plutone presentano poi delle strisce scure lunghe diversi chilometri e allineate nella stessa direzione che potrebbero essere state prodotte dal vento. Tra i dati inviati a Terra da New Horizons spiccano anche le prime informazioni riguardo all’atmosfera del pianeta nano: ricca di azoto, sembra essere piuttosto estesa (oltre 1.600 km al di sopra della superficie). Strappata via dal vento solare, avrebbe formato una “coda” di densi e freddi gas ionizzati che si estendono per decine di migliaia di chilometri e si perdono nello spazio.


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