Non dimentichiamo Stava: 22 anni dopo il Vajont morirono 268 persone in un’altra grave tragedia italiana

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“Quelle morti, e il dolore che accompagna da trent’anni coloro che a buon diritto possono essere definiti sopravvissuti, sono state inutili?”

E’ stata la più grave tragedia italiana nella quale persero la vita 268 persone. Era il Luglio del 1985, 22 anni dopo il Vajont.  Il 15 Luglio i geologi saranno in quei luoghi. Alle ore 10 Convention Nazionale con geologi da tutta Italia, i familiari delle vittime, gli esperti che ricoprirono l’incarico di periti di Parte Civile durante i processi  penali. Il 16 Luglio i geologi saranno esattamente sul posto dove collassarono i bacini di decantazione della miniera di Prestavel (per la partenza info www.cngeologi.it) e percorreranno l’intero Sentiero della Memoria a 2000 mt di altezza con il cimitero dedicato alle vittime. Il 17 conferenza ed incontro con la città di Trento, questa volta a Trento. Eventi importanti, intensi, voluti ed organizzati dal Consiglio Nazionale dei Geologi e dalla Fondazione Centro Studi del CNG per incontrare la gente.

“Quelle morti, e il dolore che accompagna da trent’anni coloro che a buon diritto possono essere definiti sopravvissuti, sono state inutili? Se dovessimo soffermarci a considerare come e perché quei 268 persero la vita, dovremmo concludere che sì, sono morti inutil , nel senso che potevano essere evitate. Dopo Stava molte leggi e normative tecniche sono state emanate da allora e oggi sarebbe oggettivamente più difficile costruire e gestire impianti come quelli di Stava – ha affermato Vittorio D’Oriano, Presidente della Fondazione Centro Studi del CNG –  così come furono costruiti e gestiti all’epoca. Talora però, anche ai giorni nostri, scopriamo che c’è qualcuno che riesce ad eludere procedure e controlli, spesso con la compiacente disattenzione di Amministrazioni o di funzionari poco rigorosi. Ben 268 furono le vittime ma la vita da quel giorno, è stata però irrimediabilmente compromessa per un numero ben più alto di persone. Una vera e propria folla di sopravvissuti che in qualche caso hanno dovuto letteralmente rifarsi una vita perché l’onda di fango aveva portato via in pochi minuti tutto il loro orizzonte di affetti. Oggi non è diverso da 30 anni fa. Noi riproponiamo la tragica storia di Stava per più motivi: perché nulla è più importante della sicurezza, nella scelta del luogo, nel progettare l’intervento e nel controllarlo in fase di realizzazione ed in fase di esecuzione, perché questi cortocircuiti nella pubblica amministrazione non debbano più ripetersi né possa avvenire che non si sappia a chi attribuire le responsabilità; perché i professionisti chiamati a progettare siano capaci, preparati e aggiornati e perché abbiano sempre a mente il valore dell’etica nella professione; infine perché le imprese che costruiscono siano affidabili e non guardino solo al profitto.  Ma vi è anche un’altra ragione: vogliamo ricordare le molte morti innocenti alla cui memoria tributiamo il nostro omaggio ed i loro parenti e amici che vogliamo abbracciare simbolicamente con tutto l’affetto di cui siamo capaci. Tutti coloro che hanno a cuore un Paese più serio e attento alle vere priorità della vita, che non si rassegnano a vivere nello squallore che emerge anche in questi giorni, sono caldamente invitati a partecipare a questi appuntamenti”.

Ecco cosa accadde il 19 Luglio del 1985

Erano le 12 e 22 minuti e 55 secondi del 19 Luglio del 1985. I due bacini di decantazione della miniera di Prestavel ruppero gli argini e 160.000 metri cubi di fango alla velocità di 90 chilometri orari, si abbatterono sull’abitato di Stava, piccola frazione del Comune di Tesero (Trentino). I morti furono 268. Molte persone non furono più ritrovate.

Il Calendario degli eventi organizzati dai geologi :

Mercoledì 15 Luglio – Ore 10 – Palafiemme di Cavalese – Convention Nazionale dei Geologi. Interverranno: Vittorio D’Oriano – Presidente Centro Studi del CNG , Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Sandro Scabrini , già Presidente Comitato milanese Familiari Vittime di Stava,  Sergio Mambrini, Familiare ed autore del libro “Fango Nero”, Stefano Paternoster , Presidente Geologi del Trentino,   Graziano Lucchi, Presidente Fondazione Stava 1985 Onlus, Giovanni Bassi, Consulente Tecnico di Parte Civile nel Procedimento Penale di primo e secondo grado, Giovanni Tosatti, Consulente Tecnico di Parte Civile nel Procedimento Penale di primo e secondo grado, Rinaldo Genevois, Consulente Tecnico di Parte Civile nel Procedimento Penale di primo e secondo grado, Carlo Ancona, Giudice Istruttore Tribunale di Trento del Procedimento Penale n 105/85, Vanni Ceola, Legale di Parte Civile nel Procedimento  Penale del Disastro di Stava. Parteciperanno familiari, esperti anche del mondo accademico.

Il 16 – Luglio Briefing Stampa dei Geologi  Sul Sentiero della Memoria – Ore 15 (programma escursione su www.cngeologi.it )

 Il 17 Luglio – Conferenza a Trento presentazione del libro – verità di Daria Dovera, geologo ed all’epoca perito di Parte Civile nei processi penali.