Tutti i cittadini che vorranno ricordare le 268 persone che persero la vita in quel 19 Luglio del 1985 potranno seguire i geologi lungo il Sentiero della Memoria
Sui luoghi della memoria per non dimenticare mai. Tutti i cittadini che vorranno ricordare le 268 persone che persero la vita in quel 19 Luglio del 1985 potranno seguire i geologi lungo il Sentiero della Memoria. “Il 16 Luglio saremo proprio dove c’era l’attività mineraria – ha affermato Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – in un breve viaggio tra natura e ricordi. Le stazioni informative relative all’attività mineraria mostreranno, lungo il sentiero, la presa dell’acquedotto che portava all’impianto l’acqua necessaria per la lavorazione del minerale, l’imbocco della galleria della miniera a quota 1.550, i capannoni che ospitavano gli impianti di lavorazione del minerale e l’idrociclone che nella zona di Pozzole serviva per innalzare gli argini dei bacini di decantazione. Raggiungeremo il punto più panoramico dal quale vedremo la colata di fango con gli occhi di chi la vide il 19 luglio 1985”. E poi lungo il Sentiero della Memoria c’è il cimitero dove sono sepolte le salme del Disastro di Stava. Alle ore 17 i geologi raggiungeranno il Centro Fondazione Stava 1985 Onlus a 1245 metri sul livello del mare, dove sarà allestita una mostra fotografica che ricorderà quei drammatici giorni. Ma i geologi raggiungeranno il Sentiero della Memoria attraverso Il Geotrail/Sentiero Geologico del Dos Capèl che” fu il primo percorso tematico dedicato alla Geologia in Italia. Fu realizzato nella seconda metà degli anni 70. Il sentiero è davvero un museo all’aperto – ha concluso Graziano – un itinerario ideale per comprendere la geologia delle Dolomiti. Compiremo un viaggio attraverso oltre 40 milioni di anni di storia geologica raggiungendo anche quota 2145 sul livello del mare.
L’intento è quello di divulgare la conoscenza geologica ricordando quanto accadde il 19 Luglio del 1985. Vedremo le vette più significative: Latemar, Sella, Marmolada, Monzoni, Costabella, Mulat, Viezzena, Bocche, Pale di San Martino, la parte più orientale della Catena del Lagorai, il Corno Nero e la Pala di Santa”.
E poi alle 17 la mostra dedicata al Disastro di Stava, in programma presso la sede della Fobdazione Stava 1985 Onlus.


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