La scoperta del pianeta gemello della Terra ha creato notevoli aspettative circa la possibilità che esista un’altra forma di vita. Sulla vicenda si è espresso Tagliagambe dichiarando che sarebbe “un colpo decisivo a tutte quelle teorie che affermavano che l’uomo fosse un essere eccezionale”
“La possibilità dell’esistenza di un pianeta ‘gemello’ della Terra dovrebbe convincere gli esseri umani che non sono ‘speciali’, un utile bagno di umilta’ contro i ‘pensieri assoluti'”. Lo afferma il filosofo Silvano Tagliagambe commentando la notizia diffusa ieri dalla Nasa. “Io ho studiato molto il cosmismo russo, la disciplina che poi ha dato vita alla cosmonautica, e questo tema e’ sempre stato presente – spiega Tagliagambe -. I teorici pensavano che il fatto che si potesse arrivare a dimostrare che le condizioni in cui e’ maturata la vita sulla Terra si potessero ripetere altrove poteva assestare il colpo decisivo a tutte quelle teorie che affermavano che in qualche modo l’uomo fosse un essere eccezionale”.

Sarebbe stata la terza prova “dopo quelle gia’ date dall’eliocentrismo e dalle teorie di Darwin – continua il filosofo -. Io sono del parere che tutto cio’ che determina l’abbandono delle certezze e il passaggio da un pensiero assoluto, che poi genera le distorsioni che vediamo, dai totalitarismi alle reazioni fideistiche, tutto cio’ che ci fa capire che non viviamo in un mondo di certezze ma di verita’ che vanno conquistate faticosamente, contribuisce al raggiungimento di un equilibrio maggiore”. Secondo Tagliagambe, invece, la scoperta di un’altra Terra non dovrebbe avere effetti sul pensiero religioso. “Sono due piani molto diversi – afferma -, come non sono d’accordo con chi cerca di piegare la scienza alle esigenze della Bibbia anche l’operazione contraria e’ sbagliata, non si puo’ dire che la religione ha torto basandosi sulle scoperte scientifiche”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?