Ricerca: i dati dei satelliti aiutano a valutare il rischio di presenza di meduse

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I dati satellitari offrono infatti informazioni su una serie di parametri fisici e biologici che favoriscono la proliferazione di meduse

L’Agenzia Spaziale Europea potrebbe aiutare i bagnanti ad evitare le acque ricche di meduse, schivando cosi’ il rischio di spiacevoli incontri. Grazie ai dati raccolti dai satelliti del programma Copernicus, gli scienziati possono prevedere la presenza di questi animali. I dati satellitari offrono infatti informazioni su una serie di parametri fisici e biologici che favoriscono la proliferazione di meduse. Temperatura degli oceani, salinita’, correnti dell’acqua, e concentrazione di clorofilla – spiegano gli scienziati – influenzano le meduse. Per valutare il livello di rischio della presenza di meduse in una particolare area, vengono utilizzate prima di tutto le osservazioni sul campo raccolte dalla spiaggia; questi dati vengono poi inseriti in un modello per identificare le condizioni di presenza o assenza delle meduse. I dati necessari sui parametri degli oceani vengono invece ottenuti dai satelliti. Le meduse sono tra le specie di animali piu’ antiche della Terra e hanno un impatto positivo sull’ecosistema. Ma il loro numero sta aumentando rapidamente, a causa del cambiamenti del clima, l’inquinamento dei mari e la pesca eccessiva di predatori di meduse.