Sfrutta il soffio di un mantice a ugelli multipli che concentra aria fresca su una brocca per mantenere freddo un sorbetto o una bevanda, il progetto risale al 1492
Direttamente dal quindicesimo secolo anche Leonardo arriva in aiuto contro il caldo: e’ stata presentata oggi al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano la ‘macchina per il freddo’ di Leonardo Da Vinci. A guidare la riscoperta dell’ennesima invenzione leonardesca Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci dedicato al celebre artista e ingegnere del posto, che per ottenere il prototipo funzionante attualmente esposto si e’ rivolto a Sammontana, da anni impegnata a raccontare le origini toscane di quello che il vicepresidente dell’azienda Marco Bagnoli definisce “il piccolo miracolo gastronomico, l’emulsione magica”. Se nel 2012 l’azienda aveva promosso il restauro della grotta grande di Boboli dove nel 1559 Bernardo Buontalenti avrebbe inventato il gelato di crema all’italiana sfruttando ghiaccio e sale, con il modello esposto a Milano si concentra su un’altra tecnologia: la macchina di Leonardo, infatti, lungi dal raggiungere temperature sufficienti per la produzione del gelato, sfrutta il soffio di un mantice a ugelli multipli che concentra aria fresca su una brocca per mantenere freddo un sorbetto o una bevanda.
Questo progetto ingegneristico emerge dal foglio 20 recto del codice A conservato all’Institut de France a Parigi, una pagina datata 1492 risalente al periodo milanese di Leonardo: “Per gli Sforza organizzo’ diversi banchetti che potevano coinvolgere macchinari come ‘fontane a sorpresa’ con acqua o neve, e non c’e’ motivo di escludere che anche questa macchina sia stata gia’ costruita nel suo laboratorio”, ha spiegato Vezzosi. Secondo lo studioso, poi, Leonardo e’ stato sempre affascinato dalla neve, a partire dal suo primo disegno giovanile di Santa Maria della Neve, passando per le maschere da neve per la raccolta del ghiaccio citate nei suoi manoscritti. Nella macchina per il freddo, in particolare, questo motivo ricorrente confluisce con il celebre interesse di Leonardo per gli specchi: il principio di funzionamento della macchina per il freddo puo’ considerarsi infatti una rielaborazione della macchina per il caldo, con il movimento dell’aria incanalato in un punto che sostituisce la concentrazione dei raggi luminosi riflessi. Prima di tornare alla sua casa vinciana, il modello del ‘frigorifero’ leonardesco sara’ esposto al Museo della Scienza di Milano fino alla fine di Expo, a pochi scalini di distanza dalle vere e proprie macchine per il gelato d’epoca che Sammontana ha donato all’istituto milanese per la mostra #FoodPeopole. Ma l’estate milanese promette un altro rimedio rinascimentale contro il caldo: a cavallo dell’estate – ha promesso infatti il curatore della galleria leonardesca nel museo tecnologico milanese Claudio Giorgione – sara’ mostrato al pubblico anche il modello restaurato di ventilatore ideato da Leonardo, primo passo verso un nuovo allestimento della collezione di invenzioni del talento rinascimentale.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?