Scienza: poste le basi per i nuovi microscopi a super-risoluzione

Il progetto è stato partorito da due menti italiane, e getta le basi per nuovi sviluppi contro l’insorgenza di alcune malattie, grazie all’utilizzo di microscopi  super potenti in gradi di osservare le molecole estremamente vicine fra di loro

Un ricercatore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, Luca Lanzano’, 35 anni, di Catania, rientrato in Italia dopo quattro anni e mezzo trascorsi nella University of California di Irvine (Usa), ha recentemente pubblicato insieme con un collega, Giuseppe Vicidomini, sulla rivista scientifica internazionale Nature Communications, un lavoro che pone le basi per la realizzazione di nuovi microscopi a super-risoluzione in grado di esplorare i meccanismi biologici alla base dell’insorgenza di numerose malattie. La pubblicazione e’ avvenuta in collaborazione con il gruppo di ricerca di Enrico Gratton della University of California di Irvine. L’innovazione dei nuovi microscopi a super-risoluzione e’ costituita dalla possibilita’ di utilizzare una dimensione nuova, il tempo, per osservare molecole che si trovano estremamente vicine tra loro. I microscopi a super-risoluzione, per il cui sviluppo e’ stato conferito il premio Nobel per la Chimica 2014, sono di fondamentale importanza per la ricerca biomedica perche’ rappresentano ad oggi l’unico strumento in grado di visualizzare, con dettagli nanometrici – scala dimensionale dei processi basilari della vita – specifiche molecole o complessi molecolari. “Siamo in grado – ha spiegato Lanzano’ – di aumentare la capacita’ di un microscopio di distinguere strutture sempre piu’ piccole all’interno delle cellule attraverso un processo naturale che utilizziamo quotidianamente”. “Quando ci ritroviamo a conversare in un ambiente con piu’ persone che parlano contemporaneamente – continua il ricercatore – il nostro cervello riesce a identificare e filtrare la voce del nostro interlocutore in base alla frequenza temporale del suono emesso, nello stesso modo il nostro microscopio a super-risoluzione riesce ad ‘ascoltare’ una nanoscopica porzione del campione da analizzare, ignorando gli altri segnali che interferirebbero con la qualita’ dell’immagine”. “Nel caso dei tumori, dove i corretti processi di trasmissione dell’informazione genetica vengono sabotati a livello molecolare nei primi stadi della malattia – spiega Vicidomini – riusciremo ad osservare come e perche’ questi errori vengano generati all’interno del complesso e ‘affollato’ ambiente cellulare aprendo cosi’ nuove ed importanti prospettive in chiave terapeutica”.