Spazio: a fine anno la decisione sulla nuova capsula di rientro europea

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La nuova capsula di rientro “made in Europa” sarà l’erede del veicolo IXV

Entro fine anno si decidera’ come sara’ la nuova capsula di rientro dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), successore della capsula Ixv, testata lo scorso febbraio. Lo ha detto all’ANSA il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, in occasione dell’inaugurazione dell’esposizione della capsula Ixv alla Reggia di Caserta. Per Battiston gli scenari sono tre: o sara’ progettata una capsula per trasportare persone nello spazio, oppure un veicolo per il trasporto di materiali o esperimenti sulla Stazione Spaziale, o una sorta di ‘drone spaziale’ per entrare nell’atmosfera di un altro pianeta, esplorare la superficie e atterrare. Lo sviluppo della prossima IXV rientra nel programma Pride, al quale l’Italia partecipa con Francia, Gran Bretagna, Spagna, Romania, Portogallo, Irlanda, Svizzera e Svezia. La prossima riunione del programma si terra’ in autunno, ha detto il presidente dell’Asi, ”e poi entro fine anno di decidera’ su quale di questi progetti puntare, ne potrebbero essere scelti anche due”. Se l’erede di Ixv sara’ un veicolo spaziale per il trasporto umano, ha proseguito, avra’ un costo 10 volte maggiore di Ixv e ”ci vorra’ un progetto europeo di grande respiro per realizzarlo”. Costata 150 milioni di euro, Ixv e’ stata realizzata in Italia dalla Thales Alenia Space. Presso il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (Cira), invece, sono stati condotti gli studi di aerodinamica e termodinamica ed e’ stato qualificato il sistema di protezione termica di Ixv. Il Cira ha condotto anche il test di discesa e recupero della capsula e fornito assistenza tecnica per il test di volo. Per iniziativa del Cira il prototipo che ha volato e’ esposto a Caserta fino al 25 luglio. ”Vogliamo dare a tutti la possibilita’ di vedere da vicino una capsula che ha volato nello spazio ed e’ rientrata a Terra e condividere un successo scientifico”, ha osservato il presidente del Cira, Luigi Carrino. La capsula, ha aggiunto ”e’ il proseguimento delle esperienze maturate dal Cira con le due missioni eseguite nell’ambito del programma nazionale Unmanned Space Vehicle ed e’ la base di partenza per il programma Pride”.