Spazio, Guidoni: “Al nostro Paese serve più visione”

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Umberto Guidoni, astronauta italiano con due missioni alle spalle nel 1996 e nel 2001, lancia un monito

Dopo il successo della missione da record di Samantha Cristoforetti, l’Agenzia Spaziale Italiana è pronta ad annunciare domani il nome dell’astronauta italiano dell’Esa che realizzerà una nuova missione spaziale tricolore a maggio 2017 “e questo è molto importante per il nostro Paese” perché “dopo i grandi investimenti fatti da noi sulla Iss, dobbiamo sfruttare al massimo la Stazione”. Ne è convinto Umberto Guidoni, astronauta italiano con due missioni alle spalle nel 1996 e nel 2001, che, intervistato dall’Adnkronos sul futuro dell’Italia nello spazio, lancia un monito: “Al nostro Paese serve più visione”. Guidoni non si lancia nel ‘toto-nomine’, “non so se la scelta dell’italiano” che tornerà nello spazio fra due anni con una missione di sei mesi sulla Iss, “cada su Luca Parmitano, Angelo Nespoli o Roberto Vittori che, al momento, è distaccato a Washington, né credo che Samantha Cristoforetti possa tornare così presto in orbita, viste le tante attività che avrà da compiere dopo la sua lunga e recente permanenza nello spazio”. Quello che conta, invece, è che “la politica italiana mostri un interesse più attivo per le nostre attività spaziali, mostri una visione su progetti mirati cui destinare gli investimenti” osserva Guidoni, che ha partecipato a due missioni Nasa a bordo dello Space Shuttle ed è stato il primo astronauta europeo ed italiano ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale.

ASTRONAUTA - Copia“Non mi pare però che Renzi abbia dato grande impulso a questo settore” aggiunge. “Se oggi gli astronauti hanno molta più visibilità è grazie ai social network che li mettono in contatto diretto con le persone, ma questo non basta e, ribadisco, al nostro Paese serve un piano per lo spazio” avverte Guidoni. “Facciamo, come Italia, missioni con la Nasa, con la Russia ed in ambito europeo, ma -spiega- forse dovremmo decidere, fare una scelta, perchè avere i piedi in tante staffe non paga. Ed è questo il segno della mancanza di visione”. “Se rimaniamo fermi perdiamo terreno. Prendiamo ad esempio -evidenzia- quanto sta facendo l’agenzia spaziale inglese che non ha mai avuto interesse per i voli umani poi, improvvisamente, ha deciso di mandare un astronauta inglese sulla Iss ed ora ha già pronto un piano completo e già approvato su missioni britanniche con astronauti”. Per l’Italia, “non vedo, insomma, grandi evoluzioni nella politica spaziale rispetto agli investimenti fatti a fine anni ’90”. In primo piano, continua ancora, “vedo solo il lanciatore Vega mentre in ambito Esa il nostro Paese registra, come dire, alti e bassi”. Forse “abbiamo più direttorati in Esa, ma Francia e Germania mantengono posizioni decisamente più forti” è l’analisi dell’astrofisico ed ex europarlamentare che auspica quindi per il nostro Paese “un interesse più attivo della politica italiana”. Ecco, chiude l’astronauta che entusiasmò il presidente Carlo Azeglio Ciampi, “a noi manca questo. Ed è sempre mancato”.