Tornado Venezia: danni ingentissimi, “un panorama tipico di un terremoto”

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“Un vento a 350 chilometri all’ora ha provocato in un’area vastissima un morto e 92 feriti, lesionato 500 case di cui 90 saranno da abbattere”

Tenete accesi i riflettori mediatici sul tornado che ha colpito la Riviera del Brenta: quanto chiede il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia in una lettera in cui sottolinea che i veneti hanno oggi “davvero bisogno di tutti”. La Regione sta quantificando i danni per chiedere lo stato d’emergenza e per Zaia e’ necessario che la tragedia non sia liquidata e dimenticata.  “In pochi minuti – ricostruisce il Governatore nella sua missiva – un vento a 350 chilometri all’ora ha provocato in un’area vastissima un morto e 92 feriti, lesionato 500 case di cui 90 saranno da abbattere, piu’ di 400 sono gli sfollati, raso al suolo villa Villa Toderini-Fini-Piva, inferto profonde e spesso irrimediabili ferite a numerose ville venete (uno dei piu’ importanti patrimoni storico-artistici del mondo), provocato danni ingentissimi a stabilimenti industriali e blocchi della produzione in numerose aziende. Senza contare i danni al patrimonio e alle opere pubbliche, alle infrastrutture. Vale infine la pena ricordare che nella Riviera del Brenta ha sede il distretto della calzatura, dove le principali griffe del mondo concentrano lavorazioni di eccellenza”. “Stiamo quantificando in queste ore i danni per relazionare al Governo e chiedere lo stato di emergenza – scrive ancora Zaia – ma le stime provvisorie parlano di una contabilita’ che fa paura. Il tornado ha lasciato un panorama tipico di un terremoto”. E’ stato colpito “un territorio dalle caratteristiche uniche, vero cuore del Veneto da un punto di vista industriale e storico. Per quanto ci riguarda stiamo facendo tutto il possibile, in collaborazione con i bravi sindaci e la gente veneta, che ancora una volta ha mostrato il suo grande cuore e la capacita’ di essere davvero solidale nei momenti di difficolta’. Abbiamo aperto un conto (Emergenza tornado in Veneto, IBAN 57 V 02008 02017 000103827353) su cui far confluire le offerte di contributi giunte nelle ore immediatamente successive alla tragedia, centinaia di ragazzi delle scuole superiori lavorano insieme a Vigili del fuoco e Protezione Civile nelle operazioni di smaltimento delle macerie e di messa in sicurezza di fabbricati e impianti industriali”.